luca avoledo
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16 luglio 2011

Latte e derivati: meglio pochi e biologici

Latte e formaggi
A tavola latte e derivati dovrebbero essere pochi e biologici, perché rischiano spesso di essere contaminati da composti chimici di sintesi, soprattutto farmaci. Vediamo come difenderci.

I ricercatori iberici hanno ritrovato nel latte pronto per la vendita e il consumo oltre venti differenti antibiotici, antinfiammatori e ormoni della crescita impiegati per trattare gli animali. Tutte sostanze che, in modo inconsapevole e indesiderato, finiamo per introdurre nell'organismo.

Le quantità più elevate di residui di farmaci sono state rilevate nel latte bovino. Si tratta in particolare di antinfiammatori e di ormoni sessuali estrogeni, questi ultimi particolarmente utilizzati allo scopo di stimolare la produzione di latte.

Lo studio dell'Università di Jaen, pubblicato sul Journal of Agricultural and Food Chemistry, ha evidenziato che tali contaminanti sono presenti in piccole quantità nei singoli campioni. Tuttavia - ha aggiunto - sono sostanze farmacologicamente attive ormai penetrate in modo stabile nella catena alimentare, ovvero in modo continuo nel tempo.

Sarebbero allora urgentemente da valutare gli effetti cumulativi, negli anni, dell'assunzione da parte dell'uomo di queste piccole quantità. Deve infatti essere presa in considerazione l'abitudine quotidiana di tanti, anche in Italia, di bere latte e consumare prodotti da questo derivati (i cosiddetti latticini: formaggi di ogni tipo, yogurt, burro, panna) dallo svezzamento fino alla terza e quarta età, quasi senza soluzione di continuità.

Probios: Alimenti Biologici

Così come sarebbe attentamente da studiare il contributo ai fenomeni di antibioticoresistenza di questa somministrazione di farmaci al bestiame.

Che fare, quindi? Per quello che ci riguarda, suggeriamo di:

1) non abusare di latte e derivati. Se a colazione prendete un cappuccio, a metà mattina uno yogurt, a pranzo una caprese e a cena la pizza state decisamente esagerando, errore che vi pone anche a rischio di sviluppare intolleranze alimentari nei confronti di latte e derivati. Riteniamo opportuna in almeno due o tre giorni alla settimana l'astensione totale da latte e latticini, anche in piccole quantità (come il caffè macchiato o la grattugiata di parmigiano sulla pasta);

2) limitare fortemente l'assunzione di latte e dei suoi derivati in tutte le patologie e i disturbi ormonodipendenti (sindrome premestruale, cellulite, alcune forme di acne, cisti ovariche, fibromi ecc.) e nei soggetti a rischio di forme di cancro correlate agli ormoni sessuali (prostata, testicolo, utero, mammella);

3) scegliere latte e derivati provenienti da agricoltura biologica (approfondite all'articolo che abbiamo dedicato agli alimenti biologici).

"Ma se non mangio tanto latte e formaggi, come faccio con il calcio e per combattere l'osteoporosi?", qualcuno già si chiederà. Segnaliamo che uno studio scientifico molto ampio su latte e osteoporosi, che ha coinvolto quasi 78.000 donne seguite per dodici anni ed è stato pubblicato sull'American Journal of Public Health, ha dimostrato che aumentati introiti di latte non hanno alcun effetto di riduzione del rischio di fratture.

Se desiderate saperne di più, prendete visione anche dei seguenti articoli.

PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO
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Alimenti ricchi di calcio
Osteoporosi: state prendendo troppo calcio
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PER SAPERNE ANCORA DI PIÙ
Il Mal di LatteLorenzo Acerra
Macro Edizioni

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