luca avoledo
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28 settembre 2011

Curcuma anticancro, nuove conferme

Curcuma in polvere
Un nuovo studio aggiunge conferme alle già documentate proprietà anticancro della curcuma. E con le evidenze si moltiplicano anche i motivi per gustare più spesso questa spezia.

Tante precedenti ricerche scientifiche avevano già esaltato le proprietà della curcuma, dalla cui radice si estrae una spezia dal bel colore giallo-arancione, tra i componenti principali del curry e ancora troppo poco presente sulle tavole degli italiani.

Infiammazioni, allergie, problematiche epatiche e digestive, depressione, malattia di Alzheimer, morbo di Parkinson, diversi tipi di cancro: la lista delle condizioni di salute in cui la curcuma può giocare un ruolo significativo - e sempre avvalorato da studi scientifici - sembra non avere fine.

L'ultima, recentissima ricerca su Curcuma longa, condotta presso il Jonsson Comprehensive Cancer Center dell’Università della California (UCLA) e pubblicata su Clinical Cancer Research, conferma l'azione anticancro della curcuma e di rallentamento della crescita dei tumori, con specifico riferimento a quelli di testa e collo. Si tratta dei tumori del distretto cervicofacciale, che interessano cioè bocca, lingua, gengive, faringe, laringe, naso, seni paranasali e ghiandole salivari, che fra l'altro sono in aumento, soprattutto tra la popolazione femminile.

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Ancora una volta, il merito dell'attività antitumorale della curcuma è della curcumina, il principale principio attivo presente in questa spezia dalle notevoli proprietà antinfiammatorie. La curcumina inibisce la crescita tumorale, anche grazie alla sua capacità di ridurre le citochine - che sono molecole proinfiammatorie - presenti nella saliva. Il tutto senza che siano stati osservati effetti collaterali.

Gli autori dello studio statunitense sostengono che la curcumina può essere utilizzata insieme alle tradizionali terapie contro il cancro (chemioterapia, radioterapia) nei soggetti con tumori di testa e collo. Suggeriscono l'uso della curcuma anche a scopo preventivo, soprattutto nelle persone ad alto rischio (fumatori, forti consumatori di alcolici, soggetti portatori dell'HPV, il virus del papilloma umano, ecc.) e per diminuire il pericolo di recidive in coloro che siano già stati colpiti da tumori del cavo orale.

La curcuma viene utilizzata da millenni nella cucina indiana, tailandese e di altre aree dell'Asia. Forse sarebbe il caso venisse adoperata di più anche da noi per insaporire le pietanze, magari al posto del sale, che consumiamo troppo e il cui uso eccessivo è invece collegato a un aumentato rischio di incorrere in patologie, tra cui innanzitutto quelle cardiovascolari.

Ovviamente non è realistico aspettarsi un'azione terapeutica nei confronti del cancro dalla curcuma impiegata in cucina. A tavola ha però un senso ricercarne gli effetti preventivi.

La curcuma è comunque in vendita anche in farmacia e in erboristeria, sotto forma di integratore alimentare in capsule.

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