luca avoledo
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19 maggio 2012

Alzheimer: gli omega 3 riducono il rischio

Coppia in terza età
Una nuova ricerca statunitense conferma che gli omega 3 riducono il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer. Vediamo quali sono i cibi più ricchi di questi acidi grassi essenziali.

Fondamentali per la salute dell’organismo, protettivi dell'apparato cardiovascolare, antiossidanti e antinfiammatori. Sono gli omega 3, particolare categoria di acidi grassi essenziali, sostanze cioè che il nostro organismo non riesce a sintetizzare autonomamente e che quindi è indispensabile introdurre attraverso l'alimentazione con continuità.

Date queste premesse, non mancano certo le ragioni per verificare che l'apporto di questi composti sia costante nel tempo e opportunamente bilanciato. Se però qualcuno non fosse ancora convinto, ecco una motivazione ulteriore: gli omega 3 sono validi alleati contro il morbo di Alzheimer, la più comune forma di demenza ad andamento progressivo, che colpisce la popolazione al di sopra dei 65 anni con incidenza e capillarità sempre maggiori.

Nuove evidenze confermano gli effetti che questi acidi grassi essenziali esercitano nella prevenzione della demenza degenerativa primaria di tipo Alzheimer. A patto però di assumerli correttamente e nei giusti dosaggi.

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Un recentissimo studio pubblicato sulla rivista scientifica Neurology e condotto su una popolazione target di ultrasessantacinquenni senza segni di degenerazione cerebrale ha dimostrato infatti che un regime alimentare ricco di omega 3 si associa a livelli significativamente inferiori della proteina beta amiloide (A-beta), principale costituente delle placche riscontrate nel cervello delle persone affette da Alzheimer.

Nello specifico, si è riscontrato che i soggetti che introducevano con la dieta un grammo in più di omega 3 rispetto al consumo medio del campione testato presentavano una diminuzione pari al 20-30% della proteina incriminata. In altri termini, incrementare l'assunzione di omega 3 equivale a ridurre le probabilità di incorrere nella malattia di Alzheimer con uno strumento semplice come l'alimentazione.

Un bel risultato e soprattutto un obiettivo alla portata di tutti, se si pensa che un grammo in più rispetto all'apporto medio di omega 3 corrisponde a mezzo filetto di salmone alla settimana.

Quali sono i cibi a più alto contenuto di omega 3? Pesce grasso di mare, crostacei, frutta in guscio. Alimenti tutt'altro che inusuali, anche se troppo spesso demonizzati da diete ancora schiave di una miope logica "contacalorie" e drammaticamente lontane da una visione più ampia dell'alimentazione. Ai più virtuosi segnaliamo anche altri cibi utili, meno comuni, come l'olio di semi di lino, utilizzabile a crudo per condire, e alcuni tipi di alghe, interessanti anche per il contenuto di proteine.

Abbiamo la possibilità di contribuire a tenere alla larga una delle malattie degenerative più temute e invalidanti in modo facile e naturale. Vogliamo lasciar perdere?

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