luca avoledo
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14 gennaio 2014

La vitamina D fa bene al cervello

Un aiuto dalla vitamina D
E' nota soprattutto per il fondamentale contributo all'integrità delle ossa, ma la vitamina D fa bene anche al cervello. Carenze di questa sostanza implicano un maggior rischio di declino cognitivo.

Agevola la fissazione del calcio nel tessuto osseo ed è rimedio elettivo contro l'osteoporosi, è coinvolta nella risposta immunitaria dell'organismo e aiuta a prevenire tanto le infezioni ad opera di virus e batteri quanto alcuni tipi di cancro, concorre a proteggere dalle malattie cardiovascolari, promuove la longevità: i benefici e le proprietà della vitamina D sono davvero numerosi e continuano a essere oggetto di ricerca da parte della comunità scientifica.

Non ci sorprendono quindi i risultati di un nuovo studio che documenta la relazione tra bassi livelli di vitamina D e deterioramento cognitivo e mette in luce come questo micronutriente abbia un effetto protettivo anche sul cervello. L'esperimento su modello animale ha infatti permesso di scoprire che il deficit di vitamina D accelera l'invecchiamento e i danni cerebrali provocati dai radicali liberi e dallo stress ossidativo.

Calcio citrato + vit. D3

Del resto, precedenti ricerche avevano concluso che le persone affette dalla malattia di Alzheimer tendono a presentare concentrazioni di vitamina D inferiori alla norma e che una supplementazione di vitamina D3 può migliorare le prestazioni cognitive di chi soffre di questa forma di demenza diffusa e invalidante.

Se già c'erano sufficienti ragioni per garantirsi un adeguato introito di questa preziosa sostanza attraverso la dieta quotidiana, le nuove evidenze offrono ulteriori spunti per consumare più spesso alimenti ricchi di vitamina D, efficace anche per preservare memoria, concentrazione e lucidità mentale.

L'organismo riesce a sintetizzare autonomamente vitamina D grazie ai raggi solari (ne abbiamo parlato nell'articolo Vitamina D dal sole: come fare il pieno in sicurezza). Non è infrequente, però, che le riserve di questa sostanza siano piuttosto scarse, specie in inverno, quando è più difficile contare sull'esposizione alla luce del sole. Per evitare carenze può allora essere opportuno affidarsi a integratori alimentari di vitamina D, prediligendo formulazioni a base di vitamina D3 (colecalciferolo, di provenienza animale), decisamente più biodisponibile rispetto alla vitamina D2 (o ergocalciferolo, vegetale).

PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO
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PER SAPERNE ANCORA DI PIÙ
La Vitamina D - LibroJörg Spitz
Tecniche Nuove Edizioni
Super Cibi per la Mente - LibroNeal D. Barnard
Sonda Edizioni

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