luca avoledo
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16 aprile 2014

Stitichezza e intolleranze alimentari

Ragazza che mangia un panino
Almeno una persona su dieci in Italia soffre di stipsi. Tra le cause meno indagate della stitichezza ci sono le intolleranze alimentari. Individuarle porta spesso a superare il problema.

Sedentarietà, dieta povera di fibre, insufficiente apporto idrico, sesso femminile: questi i fattori che più frequentemente sono associati alla stitichezza. Se non è in nostro potere nascere uomo o donna, gli altri tre aspetti sono sotto il nostro totale controllo.

Prima di ricorrere acriticamente a rimedi contro la stitichezza, naturali o farmacologici che siano, proviamo quindi a impegnarci con più costanza nell'attività fisica e a rivedere la nostra alimentazione. L'intestino ritrova ritmi più regolari se aumentiamo le porzioni giornaliere di frutta e verdura (e, a proposito di frutta, i kiwi rappresentano una soluzione tanto semplice quanto efficace), preferiamo i cereali integrali a pane e pasta bianchi, incrementiamo il consumo di legumi e beviamo in abbondanza (acqua, ma anche tisane, scegliendo erbe dolcemente lassative come malva e carciofo).

A volte tuttavia nemmeno queste misure sono sufficienti a risolvere la stipsi: l'evacuazione resta difficile e inevitabilmente permane anche tutto il discomfort fisico e psicologico che si accompagna al transito intestinale rallentato.

In tali circostanze la naturopatia invita ad andare più fondo e ad appurare che la stitichezza non sia la spia di qualche intolleranza alimentare.

Il test per le intolleranze alimentari

Parlando di intolleranze alimentari abbiamo spiegato come l'assunzione ripetuta di determinate sostanze possa instaurare un'infiammazione collegata al cibo che perturba le fisiologiche risposte del corpo, provocando o peggiorando una serie di disturbi e sintomi anche molto eterogenei tra loro.

Stabilire un legame preciso tra la manifestazione di questo stato infiammatorio (la stitichezza nel nostro caso) e gli alimenti che la sostengono di solito non è semplice, soprattutto se la situazione si è ormai cronicizzata. Tuttavia, come per le crisi periodiche di mal di testa, le infezioni e i raffreddori ricorrenti, molte dermatiti, la difficoltà a perdere peso, la pancia gonfia (meteorismo) e altri fastidi e malattie, anche in questo caso risalire a eventuali ipersensibilità alimentari sottostanti il disturbo è proprio ciò che spesso rende possibile affrontare la stitichezza alla radice e massimizza le possibilità di risolverla.

Il passo fondamentale da compiere di fronte al sospetto che la stitichezza ostinata possa nascondere un'intolleranza alimentare è quindi decidere di sottoporsi a uno di quei test, come il test DRIA, specificamente studiati per identificare reazioni anomale non di tipo allergico all'ingestione di particolari cibi.

In presenza di positività, la lettura dei risultati del test da parte di un professionista consente di costruire un programma alimentare personalizzato che conduca al ripristino del benessere intestinale e al recupero della tolleranza. Per raggiungere questo duplice obiettivo gli alimenti evidenziati dal test come critici non devono essere eliminati, bensì attentamente dosati all'interno di un piano di rotazione settimanale che alterni giorni di astensione ad altri di libertà alimentare, con pasti a scelta via via più numerosi man mano che l'organismo riconquista il suo equilibrio.

PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO
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Semi di psillio contro la stitichezza
Lassativi naturali: le erbe per la stitichezza da usare con prudenza

PER SAPERNE ANCORA DI PIÙ
Superare le Intolleranze AlimentariAttilio Speciani, Francesca Speciani
Tecniche Nuove Edizioni
Intestino LiberoBernard Jensen
Macro Edizioni
Proteggi l'Intestino - LibroGiuseppe Maffeis
Riza Edizioni

I PRODOTTI E I RIMEDI NATURALI UTILI
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