luca avoledo
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29 novembre 2015

Lassativi naturali: le erbe per la stitichezza da usare con prudenza

Il rabarbaro è un lassativo naturale
Il mercato dei lassativi naturali è ampio. Alcune erbe per la stitichezza devono però essere usate con prudenza. Non sempre infatti ciò che non è farmacologico è del tutto innocuo.

La stitichezza è un disturbo che interessa il 10% della popolazione italiana. Sono soprattutto le donne a lamentare una scarsa regolarità intestinale, che in tanti casi si acuisce in momenti di particolare stress o in coincidenza con cambiamenti dello stile di vita e della dieta e che spesso peggiora con l'avanzare dell'età.

Anche se è naturale può far male


Molti di coloro che soffrono di stipsi ricorrono a lassativi da banco a base di erbe, nella convinzione che siano sempre indicati per combattere la stitichezza e privi di effetti collaterali.

I presidi che stimolano la funzionalità intestinale non sono però tutti uguali e non è detto che "naturale" sia sinonimo di "dolce".

Nello specifico, alcuni dei più comuni prodotti in vendita in erboristeria, in farmacia e ormai anche al supermercato sono costituiti in gran parte da piante dall'azione irritante per la mucosa intestinale, che nell'immediato contrastano la stitichezza ma sul lungo periodo possono addirittura contribuire a peggiorarla.
INTESTINO IN SALUTE - GUARDA IL VIDEO
Un'intervista al dottor Luca Avoledo sulle soluzioni naturali per il benessere intestinale.

I lassativi naturali a cui prestare attenzione


Andrebbero scelti solo sporadicamente prodotti lassativi contenenti questi fitoterapici:

  • aloe

    (Aloe vera o Aloe barbadensis, Aloe ferox ecc.), ma solo con riferimento al succo

  • cascara

    (Frangula purshiana o Rhamnus purshiana)

  • frangola

    (Frangula alnus o Rhamnus frangula)

  • rabarbaro

    (Rheum palmatum e Rheum officinale)

  • romice

    (Rumex crispus)

  • senna

    (Cassia angustifolia).

  • I principi attivi di queste piante lassative, chiamati antrachinoni, agiscono aumentando le contrazioni della muscolatura intestinale che fanno progredire il materiale fecale e ne favoriscono l'espulsione, ma tendono anche a causare assuefazione, di modo che si rendono necessarie dosi progressivamente maggiori di lassativo per ottenere l'effetto desiderato.

    L'impiego costante e prolungato di questi prodotti erboristici può favorire nel tempo una diminuzione della tonicità dei muscoli intestinali e comportare inoltre l'eccessiva perdita di sali minerali, in particolare riducendo i livelli di potassio.

    Quando usare i lassativi antrachinonici


    Per trarre vantaggio da questi rimedi naturali - indubbiamente utili se adoperati con buon senso - è importante, per le ragioni esposte, che il loro utilizzo non diventi un'abitudine.

    Lassativo naturale

    L'assunzione di lassativi antrachinonici dovrebbe essere confinata a periodi brevi e a situazioni di stitichezza acuta, mentre andrebbe evitata in altre circostanze, per esempio se si soffre della sindrome dell'intestino irritabile, quando la stipsi si è ormai cronicizzata, se si accusano dolori addominali (che gli antrachinoni potrebbero aggravare) e in gravidanza.

    Come ritrovare la regolarità intestinale


    Donna dalla pancia piatta che ha curato la stitichezza
    Risolvere la stitichezza
    migliora la qualità di vita.
    Incrementare l'apporto quotidiano di acqua e fibre alimentari e riservare almeno mezz'ora della propria giornata al movimento sono gli strumenti basilari per aiutare l'intestino pigro ed evitare che la stitichezza occasionale evolva in stipsi persistente.

    Se però il disagio procurato da pancia gonfia, senso di pesantezza e altri fastidi sollecita un intervento più specifico, ci si può rivolgere innanzitutto a piante dagli effetti delicatamente lassativi, come la malva o il carciofo, oppure optare per i semi di psillio, seguendo le giuste indicazioni sulle modalità d'assunzione.

    Quando nemmeno queste strategie valgono a regolarizzare l'attività dell'intestino consiglio di valutare l'eventualità di andare più a fondo con un test in grado di stabilire se la stitichezza non sia sostenuta da un'intolleranza alimentare: è significativa la possibilità che sia proprio l'ipersensibilità a uno o più cibi il vero obiettivo su cui lavorare nel percorso di recupero della funzionalità intestinale.
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