luca avoledo
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10 settembre 2014

Vitamina D bassa? Ecco come evitare carenze

Primo piano di giovane uomo sorridente
Se la vitamina D è bassa non aumenta solo il rischio di osteoporosi: si è più esposti a patologie come cancro, infezioni, disturbi autoimmuni. Ecco come evitare carenze di vitamina D.

Sono sempre più numerose le evidenze scientifiche che attribuiscono alla vitamina D effetti di portata molto ampia sulla salute. Tra le più recenti, una metanalisi sul rapporto tra livelli di vitamina D nel sangue e tasso di mortalità per tutte le cause ha confermato quanto avevamo già sostenuto sull'importanza di questo micronutriente per migliorare l'aspettativa di vita e ottimizzare il funzionamento dell'organismo a tutte le età.

In questo articolo prendiamo in considerazione:
  • le proprietà e le funzioni della vitamina D
  • le fonti di vitamina D
  • come mantenere giusti valori di vitamina D

Calcio citrato + vit. D3

Proprietà e funzioni della vitamina D



La vitamina D contribuisce direttamente alla salute dello scheletro, poiché stimola l'assorbimento del calcio e il deposito di questo minerale nel tessuto osseo. Evitare carenze di vitamina D, soprattutto per le donne dopo la menopausa, consente di ridurre le probabilità di incorrere nell'osteoporosi.

Meno conosciuta ma altrettanto importante è la capacità della vitamina D di regolare l'attività immunitaria. Diverse ricerche hanno documentato che un giusto apporto di questa sostanza può contribuire a difendere dallo sviluppo di malattie autoimmuni quali la tiroidite di Hashimoto e il diabete di tipo 1.

Adeguati livelli di vitamina D concorrono poi a evitare le infezioni, compresi il raffreddore, l'influenza e le altre malattie invernali. La vitamina D attiva i globuli bianchi (soprattutto i linfociti B e i linfociti T), cellule deputate a riconoscere e neutralizzare agenti patogeni come virus, batteri, antigeni specifici. Recentemente è stato scoperto che la vitamina D incrementa anche la produzione di catelicidina, una proteina dalle spiccate proprietà antibiotiche.

Inoltre, la vitamina D aiuta a prevenire alcune forme di cancro, sia perché rinforza il sistema immunitario, sia perché si comporta da fattore antiproliferativo: carenze di vitamina D cono state collegate soprattutto a un maggior rischio di tumore al colon, al seno e alla prostata.

Anche il cervello ha bisogno di vitamina D e deficit di questa sostanza sono spesso riscontrati nelle persone affette da demenza. D'altro canto, assumere vitamina D ha dato prova di migliorare la memoria e gli altri sintomi di decadimento cognitivo tipici della malattia di Alzheimer.

Le ultime acquisizioni scientifiche testimoniano infine che bassi livelli di vitamina D predispongono all'ipertensione e all'ateroclerosi e suggeriscono di incrementarne l'introito per proteggere la salute cardiovascolare.

Fonti di vitamina D



Parte dell'approvvigionamento di vitamina D avviene con la dieta, tramite la quale si assumono vitamina D2 (o ergocalciferolo), presente nei cibi di origine vegetale, e vitamina D3 (o colecalciferolo), contenuta negli alimenti di provenienza animale. Entrambe sono forme inattive, convertite in vitamina D biologicamente attiva attraverso reazioni che avvengono nel fegato e nei reni.

L'alimentazione provvede tuttavia solo al 20-30% del fabbisogno giornaliero di vitamina D. La rimanente quota di vitamina D necessaria al mantenimento della salute deve essere sintetizzata dal corpo attraverso l'esposizione al sole.

Come mantenere i giusti valori di vitamina D



E' senz'altro importante assumere la vitamina D tramite gli alimenti, mangiando 2-3 porzioni di pesce grasso a settimana e non facendosi mancare una sufficiente quantità di uova (è ormai ben dimostrato che consumare anche un uovo al giorno non provoca l'innalzamento del colesterolo).

Tuttavia, approfittare dei mesi estivi per esporre la pelle ai raggi solari è il miglior modo per garantirsi buone scorte di vitamina D.

Considerando comunque che non sono molti gli alimenti ricchi di vitamina D e che per buona parte dell'anno la possibilità di beneficiare della luce solare si contrae drasticamente, il rischio di ipovitaminosi D, ovvero di vitamina D bassa, non è poi così remoto.

Secondo uno studio del 2013 gran parte dei bambini e degli adolescenti italiani presenta una carenza di vitamina D. Ancora peggiore è la situazione della popolazione anziana, perché la capacità dell'organismo di sintetizzare vitamina D diminuisce con l'avanzare dell'età.

Per arginare il pericolo e raggiungere dosaggi quotidiani di vitamina D che vadano da 400 UI (Unità Internazionali) fino a 2.000 UI suggeriamo di ricorrere a integratori alimentari. Il nostro consiglio è di prediligere supplementi a base di vitamina D3, più efficace nel garantire un'adeguata presenza di vitamina D nell'organismo, e di assumere le capsule o le perle ai pasti, dal momento che la vitamina D è liposolubile.

PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO
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PER SAPERNE ANCORA DI PIÙ
La Vitamina D - LibroJörg Spitz
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Guida medica agli integratori alimentariMichael T. Murray
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