luca avoledo
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14 marzo 2016

Perché mangiare pesce fa bene

Pesci su un piatto
Mangiare pesce fa bene: grazie ai nutrienti che contiene e soprattutto agli omega 3 abbondanti in certe specie ittiche, il pesce aiuta a prevenire infarto, ictus, Alzheimer e depressione.

Il pesce offre un capitale nutritivo di indubbio valore. Apporta una gran quantità di proteine nobili, vanta concentrazioni interessanti di ferro in forma altamente biodisponibile, contiene selenio ed è ricco di iodio, il micronutriente indispensabile per la funzionalità tiroidea.

Già queste caratteristiche costituiscono di per sé valide motivazioni per mangiare più pesce.

Specifici e ulteriori benefici derivano dagli acidi grassi omega 3, di cui il pesce (certe specie in particolare) è la fonte alimentare più pregiata.

Gli omega 3 (e nello specifico l'acido eicosapentaenoico o EPA e l'acido docosaesaenoico o DHA) sono una categoria di lipidi salutari, protagonisti di un'azione antinfiammatoria polivalente, efficace nella prevenzione e nella gestione di diverse malattie.

Tutti i vantaggi per la salute del pesce


Mamma, papà e bambino in salute
Il pesce fa bene a tutte le età.
Un regime alimentare che contempli spesso il pesce può diventare un risorsa preziosa per difendersi da patologie potenzialmente anche molto gravi. I due distretti corporei che beneficiano in modo più profondo e significativo delle proprietà nutrizionali del pesce sono l'apparato cardiovascolare e la sfera nervosa.


Malattie cardiache e incidenti cerebrovascolari

Il consumo regolare di pesce offre protezione da infarto e ictus, che rappresentano oggi le principali cause di morte nei paesi occidentali.

Gli omega 3 del pesce aiutano a riequilibrare il profilo lipidico: tendono a ridurre i trigliceridi e a normalizzare i valori del colesterolo. Questa classe di acidi grassi essenziali ha pure una certa capacità di modulare la pressione arteriosa e di regolarizzare il battito del cuore, contribuendo così al benessere cardiovascolare complessivo.

Numerose ricerche dimostrano che chi si serve di 2-4 porzioni di pesce alla settimana ha non solo un rischio inferiore di insufficienza cardiaca, ma anche minori probabilità di morire per malattie cardiovascolari e di incorrere in incidenti cerebrovascolari rispetto a chi si priva di questo alimento o lo mangia solo occasionalmente.

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Sviluppo e salute del sistema nervoso

Il DHA presente nel pesce esercita una funzione cruciale per la formazione del cervello e dell'apparato visivo del feto e del bambino piccolo.

In condizioni fisiologiche, il pesce nell'alimentazione delle donne in gravidanza e durante l'allattamento, così come in quella dei bambini nei primi anni di vita, fornisce il necessario sostegno alle funzioni cognitive. Gli studi scientifici inoltre evidenziano che incrementare l'introito di omega 3 può persino migliorare l'apprendimento, ridurre l'iperattività e temperare altri segnali di disagio nei bambini con difficoltà scolastiche.

Per gli anziani mangiare pesce è importante
Più pesce nella dieta
per difendersi dall'Alzheimer.

Morbo di Alzheimer

Il pesce è un alimento che contribuisce a ritardare e rallentare il decadimento cognitivo collegato all'età.

Chi porta in tavola un paio di porzioni di pesce alla settimana può addirittura ridurre il pericolo di sviluppare la malattia di Alzheimer. Gli acidi grassi omega 3 ostacolano la formazione e l'accumulo della proteina beta-amiloide, che si addensa in placche nel cervello delle persone affette da questa forma di demenza e ne rappresenta la causa principale.


Depressione

E' ben acquisito che il rischio di soffrire di stati depressivi diminuisce se la dieta prevede un buon introito di pesce.

Tra i meccanismi più accreditati per spiegare l'effetto antidepressivo del pesce c'è la capacità degli omega 3 di modulare gli aspetti infiammatori che possono essere collegati ai problemi dell'umore.

Recentemente è stata rilevata anche un'azione sinergica di omega 3 e vitamina D (abbondante in certi pesci grassi) che coinvolge la sintesi di alcuni neurotrasmettitori importanti per l'equilibrio psicoemotivo. Più in dettaglio, l'EPA aumenta il rilascio di serotonina, il neurotrasmettitore che veicola sensazioni di benessere e appagamento, mentre il DHA agisce sui recettori di questa molecola, rendendo il tessuto nervoso più sensibile alla sua azione e quindi aiutando a migliorare l'umore.
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Tutto il pesce fa bene? Le specie ittiche da preferire


Le specie da prediligere sono quelle più ricche di omega 3 e di piccola o media taglia: pesci grassi come acciughe, sardine, aringhe, aguglie, sgombri, salmone.

Il consumo di pesci predatori ai vertici della catena alimentare, come grossi tonni, pesci spada, smerigli, verdesche e altri squali, andrebbe invece limitato in tutti i casi e totalmente evitato durante la gravidanza, l'allattamento e nei primi anni di vita.

Nelle carni dei pesci di grandi dimensioni e con un ciclo di vita relativamente lungo tendono infatti ad accumularsi inquinanti ambientali, primi fra tutti metalli pesanti come il mercurio, che ha effetti tossici sul sistema nervoso, in particolare negli stadi precoci del suo sviluppo.
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Di Lucia

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