luca avoledo
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25 luglio 2018

Pressione bassa: i rimedi naturali più efficaci

La pressione bassa e i suoi sintomi
Chi soffre di ipotensione può lamentare debolezza, affanno, vertigini e cali di attenzione. Esistono rimedi naturali efficaci per la pressione bassa che contrastano questi disturbi.

L'ipotensione è una condizione generalmente benigna che si verifica quando i valori di pressione sistolica (la “massima”) sono inferiori a 100 mmHg e i valori di pressione diastolica (la “minima”) si attestano al di sotto di 60 mmHg.

Sebbene in tante persone sia del tutto asintomatica, in altri soggetti la pressione bassa può provocare una serie di sintomi quali spossatezza, capogiri, affanno, ipersudorazione, nausea, difficoltà di concentrazione.

Spesso questi fastidi si acuiscono in estate, quando le alte temperature abbassano ulteriormente i valori pressori. L'utilizzo di specifici rimedi naturali aiuta a riportare la pressione su livelli normali e a recuperare vitalità e lucidità mentale.

Tra le soluzioni naturali contro l'ipotensione che preferisco ci sono le seguenti.


Approfondiamo proprietà e modalità d'uso di ognuno di questi rimedi naturali per la pressione bassa.


Liquirizia (Glycyrrhiza glabra)


La glicirizzina, il principio attivo più importante della liquirizia (Glycyrrhiza glabra), un rimedio naturale di cui abbiamo già avuto occasione di parlare, ha effetti simili a quelli dell'aldosterone e aumenta i livelli di cortisolo, due ormoni che promuovono la ritenzione di acqua e di sodio, innalzando di conseguenza i valori della pressione arteriosa. L'azione ipertensivante della liquirizia è dose-dipendente e diventa significativa nel giro di due settimane con il consumo quotidiano di 50 grammi di questa radice.


Tronchetti di Glycyrrhiza glabra pura, decotti a base di questo fitoterapico o la radice tale e quale sono tutte formulazioni utili. Per chi ha necessità di combattere in modo più deciso e controllato la pressione bassa è meglio tuttavia scegliere le capsule di estratto secco di liquirizia titolato e standardizzato in glicirizzina preferibilmente al 20%, da prendere due-tre volte al dì, fino ad assumere quotidianamente almeno 75-100 milligrammi di principio attivo.


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A questi dosaggi, la liquirizia è una pianta sicura. E' però importante monitorare regolarmente la pressione, in modo da ridurre la posologia una volta che “minima” e “massima” si sono stabilizzate su livelli accettabili.


Ginseng (Panax ginseng)


Il ginseng (Panax ginseng) è un'erba nota e ampiamente sfruttata per la sua attività rivitalizzante: restituisce energia in caso di stanchezza psicofisica, migliora la vigilanza e i riflessi, contrasta la depressione. Le proprietà adattogene del ginseng si riverberano anche sulla circolazione e sul tono dei vasi sanguigni. I suoi ginsenosidi sollecitano la secrezione da parte dell'ipofisi dell'ormone adrenocorticotropo (chiamato anche corticotropina o ACTH), che a sua volta stimola la produzione nel surrene del cortisolo, con effetti sulla pressione arteriosa.


Le preparazioni di ginseng più efficaci sono le compresse e le capsule di estratto secco titolato e standardizzato in ginsenosidi al 10%: se ne ingeriscono di norma due-tre al giorno, possibilmente entro il primo pomeriggio, per evitare che gli effetti eccitanti di questo fitoterapico causino o peggiorino eventuali problemi di insonnia. Molto indicato è anche l'estratto molle di ginseng, ma solo se si ha la certezza di acquistare un prodotto di qualità. Chi preferisce la più blanda tintura madre può far riferimento a un dosaggio medio di 30-50 gocce di estratto idroalcolico di ginseng, due-tre volte al dì.

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Per quanto riguarda le controindicazioni e le interazioni farmacologiche del ginseng, l'utilizzo di questo rimedio naturale va evitato se si è in cura con anticoagulanti e ipoglicemizzanti.


Ippocastano (Aesculus hippocastanum)


Anche l'uso di fitoterapici ad azione vasocostrittrice, come l'ippocastano (Aesculus hippocastanum), contribuisce a innalzare valori pressori troppo bassi. Questo rimedio naturale, che è uno dei presidi elettivi per combattere le gambe gonfie e pesanti (un altro disturbo di tipo vascolare che si acuisce in estate), esplica un'attività sinergica a quella di liquirizia e ginseng.

Per ottenere effetti significativi sulla pressione arteriosa in genere è necessario assumere un paio di compresse al giorno di estratto secco di semi di Aesculus hippocastanum, titolato e standardizzato in escina, il fitocomplesso responsabile delle principali proprietà salutistiche di questa pianta.

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L'ippocastano è un rimedio naturale di norma ben tollerato e che non provoca effetti collaterali. Il suo impiego va però evitato da chi è in terapia con anticoagulanti e in caso di insufficienza renale.


Rame oro argento oligoelemento


Per chi cerca una soluzione naturale ancora più delicata e del tutto compatibile con eventuali terapie farmacologiche in atto il rimedio da prediligere è rame oro argento.


Quest'associazione di oligoelementi aiuta dolcemente a riequilibrare la pressione arteriosa scesa sotto livelli di guardia ed è, più in generale, particolarmente adatta a contrastare tutte le situazioni di astenia. Le indicazioni su come e quando assumere questo oligoterapico sono specificate nell'articolo espressamente dedicato all'utilizzo di rame oro argento contro l'ipotensione.

Combattono la pressione bassa e i fastidi che provoca anche determinati comportamenti che riguardano l'alimentazione e lo stile di vita. Non si può qui non ricordare almeno l'importanza di bere acqua nelle giuste quantità, in particolare d'estate: la disidratazione e lo squilibrio elettrolitico conseguente possono causare cali pressori.


Articolo di
biologo nutrizionista, dottore magistrale in scienze della nutrizione umana, dottore magistrale in scienze naturali, master universitario in naturopatia.


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