La dieta per la malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE)

Donna che taglia verdure adatte contro la MRGE
La dieta per il reflusso gastroesofageo (MRGE) riduce i sintomi di questa diffusa patologia digestiva. Perché ci sono cibi che peggiorano acidità e bruciori di stomaco e altri che li mitigano.

Per chi soffre della malattia da reflusso gastroesofageo (MRGE o, dall'inglese, GERD) chiedersi cosa mangiare diventa automatico, perché il cibo in genere smette di essere un piacere. La colpa è dei succhi gastrici acidi, che risalgono nell'esofago attraverso il cardias, la valvola che si trova tra esofago e stomaco, irritando e infiammando la mucosa di questo tratto di apparato digerente.


La malattia da reflusso gastroesofageo e i suoi sintomi


I sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo sono di tipo sia esofageo che extraesofageo. Tra i primi, i più comuni, tanto da essere definiti "sintomi tipici", sono bruciore o dolore al torace (tipicamente dietro lo sterno) e rigurgito di sapore aspro o amaro.


Possono comparire anche sintomi del reflusso esofageo cosiddetti "atipici", quali meteorismo e gonfiore gastrico, eruttazioni frequenti, mal di gola, raucedine, fastidio alla deglutizione, difficoltà respiratorie e tosse secca, che spesso si esacerbano di notte, quando la posizione sdraiata favorisce la risalita degli acidi.

Al di là dell'utilizzo di rimedi naturali efficaci contro il reflusso gastroesofageo, alcune precauzioni alimentari mitigano l'acidità, il bruciore e gli altri fastidi digestivi.


Il dottor Luca Avoledo, biologo ed esperto di medicina naturale, spiega qual è la dieta per la malattia da reflusso gastroesofageo a "Il mio medico" su TV2000.

Va tuttavia precisato che non tutte le persone rispondono ai cibi critici e a quelli benefici nel modo atteso e pertanto le reazioni soggettive sono da tenere in particolare considerazione.


La dieta per il reflusso gastroesofageo: i peggiori alimenti


Alcuni cibi e sostanze aggravano la sintomatologia legata alla malattia da reflusso gastroesofageo e, soprattutto nelle fasi acute, suggerisco di limitarli drasticamente, se non addirittura di evitarli, eliminandoli del tutto dalla dieta. Tra i peggiori alimenti per il reflusso ci sono i seguenti.
  1. Caffè, tè, pepe e altre spezie piccanti, cacao, pomodoro, aglio, cipolla e frutta acida come gli agrumi, quali arancia e pompelmo.
    Esplicano un'azione irritante sulle mucose di stomaco ed esofago e promuovono la secrezione gastrica.
  2. Alcolici di ogni tipo (compresi vino e birra) e menta.
    Tendono a rilassare ulteriormente il cardias, la cui funzionalità è spesso alterata in chi soffre di rigurgito (cardias beante o incontinenza cardiale), anche per la presenza di ernia iatale.
  3. Bevande gasate.
    Le bibite industriali sono già poco salutari per altri motivi e implicate nell'aumento del rischio di sovrappeso, obesità e diabete. In caso di reflusso gastroesofageo le bevande gasate vanno a maggior ragione evitate, perché dilatano lo stomaco, che forza l'apertura del cardias accentuando i disturbi.
  4. Alimenti ricchi di grassi, sia naturalmente presenti che aggiunti.
    Fra i primi rientrano innanzitutto il burro e i formaggi, tra i secondi troviamo biscotti, torte, merendine, patatine, molti snack, carni lavorate e naturalmente i fritti. I pasti ad alto contenuto di grassi rallentano lo svuotamento gastrico: il cibo permane più a lungo nello stomaco, che tende a gonfiarsi, aumentando le probabilità di reflusso.

Tuttavia, ridurre il consumo di questi alimenti e sostanze che solitamente irritano le mucose gastroesofagee non sempre porta i vantaggi sperati.

In tale eventualità, scoprire il ruolo svolto da specifiche ipersensibilità a determinati cibi attraverso un test per le intolleranze alimentari o food sensitivity individuali, e impostare conseguentemente una dieta che presti attenzione a tali sensibilità, si dimostra frequentemente una strategia vincente.

Le modificazioni dietetiche sono efficaci nel ridurre la sintomatologia della malattia da reflusso gastroesofageo ed esistono in ogni caso notevoli opportunità per interventi non farmacologici per gran parte dei pazienti sofferenti di questo disturbo digestivo.


I cibi che aiutano nel reflusso gastroesofageo


Il consumo abituale di determinati alimenti si rivela in genere benefico nei pazienti affetti da malattia da reflusso gastroesofageo.
  1. Cibi ricchi di fibre.
    La fibra alimentare insolubile velocizza il transito del cibo nello stomaco e lo svuotamento gastrico, con riduzione della sintomatologia legata al reflusso, come attestano appositi studi clinici. Ci si può servire, a più riprese durante la giornata, di verdura di ogni tipo, frutta non acida, legumi, cereali integrali quali avena, segale e orzo.
  2. Vegetali dalle proprietà emollienti.
    Offrono un aiuto contro l'infiammazione tipica di reflusso gastroesofageo e gastrite, contrastando acidità e bruciore di stomaco non solo per il loro contenuto in fibra. Si tratta innanzitutto di banane, carote, patate e cavolo. Il cavolo in particolare svolge anche un'azione cicatrizzante delle mucose. Centrifugato è specialmente efficace: si assume di norma un bicchiere di succo di cavolo un quarto d'ora prima dei pasti principali.

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  3. Acqua e altri liquidi.
    Bere acqua in abbondanza lava via l'acido dalle pareti dell'esofago, diluisce i succhi gastrici e tampona i sintomi del reflusso. E' opportuno garantirsi almeno 8 bicchieri d'acqua al giorno e scegliere quella non gasata, che gonfia meno lo stomaco rispetto all'acqua frizzante ed esercita quindi una minor pressione contro il cardias. Sono del tutto indicati anche infusi e tisane, meglio ancora se a base di erbe dalle proprietà utili contro i sintomi del reflusso gastroesofageo. Si considerino in primo luogo la melissa (Melissa officinalis), un toccasana per i disturbi gastrici, specie quando complicati da una componente nervosa, la camomilla (Matricaria chamomilla), che ha proprietà sedative, antiflogistiche e antispastiche, e la malva (Malva officinalis), ricca di mucillagini antinfiammatorie. Queste bevande possono essere utilizzate per rimpiazzare tè e caffè.
  4. Olio extravergine d'oliva.
    Si impiega a crudo, sia come condimento per le verdure, sia tal quale, ingerendone un cucchiaio subito dopo i pasti. L'olio di oliva ha mostrato di attutire i sintomi digestivi anche nei casi in cui a risalire verso l'esofago sia la bile (reflusso biliare).
  5. Miele di manuka.
    Merita infine di essere menzionato un alimento straordinariamente benefico in pressoché tutte le problematiche esofago-gastriche quale il miele di manuka.

La visita nutrizionale dal dottor Avoledo alla Clinica del Cibo per la dieta contro la malattia da reflusso gastroesofageo

Inoltre per favorire la digestione consiglio decisamente di frazionare l'introito calorico giornaliero in sei piccoli pasti piuttosto che nei classici tre.

Un'ultima considerazione va alla dieta serale per il reflusso gastroesofageo. Riservando per la cena i piatti più leggeri (perfetto il pesce accompagnato da un contorno di verdure) e andando poi a letto a distanza di almeno 3 ore dal pasto diminuiranno le probabilità che il reflusso disturbi durante la notte, a patto naturalmente che ci si corichi nella posizione più indicata per chi soffre di disturbi gastroesofagei.


Articolo di
biologo nutrizionista, dottore magistrale in scienze della nutrizione umana, dottore magistrale in scienze naturali, master universitario in naturopatia.


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FONTI E BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA
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