luca avoledo
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4 maggio 2020

Sindrome premestruale: i rimedi fitoterapici

Donna con sintomi di sindrome premestruale
Interessa il 70% delle donne in età fertile e provoca malesseri fisici e psicoemotivi. Appositi rimedi fitoterapici per la sindrome premestruale consentono di contrastarli.

Si stima che sette donne su dieci soffrano di sindrome premestruale e in una percentuale variabile dal 20 al 50% i disturbi sono tali da gravare sulla qualità della vita e compromettere le normali attività quotidiane.

I sintomi della sindrome premestruale comprendono tensione mammaria, ritenzione idrica, aumento di peso, mal di testa, dolori pelvici, nausea, ma anche ansia e sbalzi di umore, fame nervosa, insonnia, difficoltà a concentrarsi, stanchezza.


Accanto a strategie per la SPM ad ampio raggio, che includono specifiche attenzioni alimentari e rappresentano le soluzioni in grado di offrire i risultati più interessanti e duraturi, è possibile contemplare l'assunzione di rimedi fitoterapici mirati che aiutano a contrastare la sindrome premestruale e a recuperare il benessere anche in momenti che per tante donne possono essere realmente critici.


Fitoterapia per la sindrome premestruale


Tra gli integratori più adatti per la sindrome premestruale si annoverano innanzitutto quelli a base di erbe, che agiscono ripristinando l'equilibrio ormonale della donna e che si rivelano utili anche in altre condizioni di salute tipicamente femminili, quali la dismenorrea e l'endometriosi.



1. Agnocasto

I frutti di questa pianta officinale contengono flavonoidi, come vitexina e casticina, e glucosidi (in particolare l'agnuside) attivi sull'ipofisi, una ghiandola che sovrintende gran parte della funzionalità endocrina complessiva dell'organismo.


Gli effetti dell'agnocasto (Vitex agnus-castus) sul controllo della sindrome premestruale riguardano la regolazione della secrezione di prolattina e dell'iperproduzione di estrogeni, ormoni coinvolti in diversi sintomi legati al ciclo mestruale, tra cui pancia gonfia, tensione al seno, irritabilità.


Seppure sia disponibile anche in tintura madre, le formulazioni di agnocasto più efficaci sono rappresentate dalle capsule contenenti l'estratto secco dei frutti, titolato e standardizzato in agnuside, da prendere al dosaggio di 80-100 milligrammi suddivisi in due somministrazioni giornaliere, per alcuni mesi.

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L'impiego dell'agnocasto è controindicato se si assume la pillola anticoncezionale o in caso di altre terapie a base di estrogeni o progesterone, con cui potrebbe interagire negativamente.



2. Soia

Nella soia (Glycine max) sono presenti sostanze chiamate isoflavoni, tra cui genisteina, daidzeina, gliciteina, che si legano ai recettori degli estrogeni, modulando l'attività ormonale.

Uno studio clinico apparso sul British Journal of Nutrition ha documentato che l'apporto di circa 70 milligrammi al giorno di isoflavoni della soia è benefico per le donne con sindrome premestruale, perché riduce mal di testa, tensione mammaria, gonfiore e crampi.

In situazioni come quelle che stiamo trattando, gli isoflavoni si comportano da antagonisti degli ormoni sessuali femminili e concorrono così ad alleviare i fastidi tipici della sindrome premestruale.


Il dottor Avoledo, biologo nutrizionista esperto in fitoterapia, illustra le proprietà della soia e degli altri legumi a "Buonasera Dottore" su TV2000.

Portare in tavola più spesso tofu, tempeh, edamame e altri prodotti a base di soia offre già un buon supporto. Per risultati più profondi, è preferibile acquistare capsule o compresse di estratto secco di semi di soia, titolato e standardizzato in isoflavoni. La posologia suggerita normalmente è di una tavoletta una o due volte al giorno.



3. Borragine ed enotera

I semi di borragine (Borago officinalis) e di enotera (Oenothera biennis) sono ricchi di un olio ad alto contenuto di acido gamma-linolenico (GLA), un lipide dotato di spiccate proprietà antiflogistiche.

Il ricorso a queste piante concorre a ridurre soprattutto gli spasmi addominali e il dolore pelvico legati all'infiammazione, che possono precedere e accompagnare l'arrivo del flusso mestruale.


Olio di borragine e olio di enotera sono commercializzati in genere sotto forma di perle, che dovrebbero essere assunte come minimo a partire da una decina di giorni prima del ciclo, ma risultati migliori si ottengono nell'uso continuo, almeno per due mesi. Il dosaggio di norma consigliato è di 500 milligrammi due volte al giorno.

L'appuntamento alla Clinica del Cibo con il dottor Avoledo per liberarsi naturalmente della sindrome premestruale

Borragine ed enotera sono fitoterapici di solito sicuri e privi di effetti collaterali degni di nota, ma non devono essere utilizzati in concomitanza con trattamenti a base di anticoagulanti, come il warfarin, perché potrebbero amplificarne gli effetti.



4. Lampone gemmoderivato

Un rimedio naturale particolarmente delicato per la sindrome premestruale, il cui razionale poggia più sull'impiego tradizionale che sulle conferme della scienza, è il gemmoderivato o macerato glicerico di lampone (Rubus idaeus).

Questo presidio, ricavato dalle gemme della pianta, aiuterebbe a riequilibrare l'assetto ormonale femminile agendo sull'asse ipofisi-ovaie. Qualunque sia il meccanismo d'azione, nei protocolli di naturopati ed esperti di medicina naturale che si occupano di problematiche della sfera ginecologica è raro che il macerato glicerinato di lampone non venga considerato.


La posologia standard del gemmoderivato di lampone è di 50 gocce diluite in poca acqua da sorseggiare un paio di volte al giorno, lontano dai pasti e preferibilmente trattenendo il liquido in bocca un minuto prima di deglutire.


Articolo di
biologo nutrizionista, dottore magistrale in scienze della nutrizione umana, dottore magistrale in scienze naturali, master universitario in naturopatia.


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FONTI E BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA

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