luca avoledo
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12 aprile 2018

Il test DRIA per le intolleranze alimentari

Il test DRIA per le intolleranze alimentari
Il test DRIA per le intolleranze alimentari è una delle metodiche più note per scoprire le sensibilità al cibo (food sensitivity), che possono favorire disturbi cronici o ricorrenti di vario genere.

Test DRIA: cos'è e come funziona


Il test DRIA è una metodologia analitica non invasiva e del tutto indolore per evidenziare la presenza di intolleranze alimentari e sensibilità al cibo diverse da quelle rilevabili con i comuni test allergologici utilizzati in ambito medico.

Il test DRIA per le intolleranze alimentari si basa su una reazione fisica documentata: la variazione della forza muscolare quando l'organismo entra in contatto con sostanze non idonee. Riprende infatti i principi di una disciplina chiamata kinesiologia applicata, di cui però supera i limiti: la soggettività dell'interpretazione dell'operatore è nel DRIA test sostituita dalla lettura computerizzata della performance muscolare del paziente.


Con il test DRIA la misura del riflesso effettuata empiricamente dai kinesiologi diventa ripetibile, oggettiva e parametrabile.

I vantaggi del test DRIA


  1. Il DRIA test è del tutto indolore e incruento.
  2. E' rapido (dura circa un'ora, compresa l'accoglienza e l'impostazione del piano di svezzamento dalle intolleranze alimentari).
  3. Fornisce esiti immediati e attendibili.
  4. I risultati e le modalità di gestione delle sensibilità alimentari vengono dettagliatamente illustrati al momento dall'operatore che ha condotto il test DRIA, al contrario di quanto accade con la maggior parte dei test eseguiti in farmacia, dove manca la possibilità di confronto e spiegazioni, dal momento che viene consegnata soltanto una documentazione scritta, spesso peraltro non sufficientemente comprensibile.
  5. Il test DRIA ha un costo ragionevole.
  6. Non interferisce con terapie farmacologiche in corso.
  7. Il DRIA è un test sull'organismo nel suo complesso e non un'analisi di laboratorio su alcuni limitati parametri (anticorpi, indici di infiammazione ecc): è la persona nella sua globalità, con la sua particolare storia alimentare, psicoemotiva ed energetica, a rispondere allo stimolo.


Il dottor Avoledo spiega cosa sono e come si possono superare le intolleranze alimentari.

Gli svantaggi del test DRIA


  1. Prevede la partecipazione attiva di chi vi si sottopone.
  2. Di conseguenza il DRIA test non è adatto ai bambini piccoli e a persone con forti limitazioni nella mobilità delle braccia.
  3. La corretta lettura dei tracciati necessita di esperienza e pertanto il test può essere eseguito solo da personale adeguatamente preparato.

Va precisato che, come qualunque altro test per le intolleranze alimentari (Vega test, EAV, RecallerProgram, test del capello, test kinesiologico ecc.), anche il test DRIA è un test di carattere non convenzionale, non è riconosciuto in ambito medico e non è un atto medico.

Come si esegue il test DRIA


Chi si sottopone al test DRIA viene invitato ad accomodarsi su una sedia particolare. Un braccio viene legato con una cinghia, che è agganciata a una cella di carico collegata al computer (alcuni centri DRIA utilizzano la gamba invece del braccio). L'operatore richiede di compiere con il braccio legato un particolare e modesto sforzo muscolare per qualche secondo.


Mentre i muscoli sono in tensione, chi conduce la procedura pone a contatto della mucosa sublinguale della persona soggetta al test DRIA una soluzione diluita di uno specifico alimento. La risposta muscolare viene immediatamente letta al computer e opportunamente valutata.

Con questa procedura si verifica, in successione, uno spettro pienamente rappresentativo di sostanze alimentari, raccogliendo precise informazioni sulle reazioni dell'organismo a ciascuna di esse.

Come vengono individuate le intolleranze alimentari tramite il test DRIA


In presenza di alimenti ben tollerati, la forza del soggetto durante il DRIA test si mantiene costante. Invece quando il corpo viene a contatto con cibi verso i quali ha sviluppato un'ipersensibilità alimentare il computer registra una variazione della forza muscolare, percepibile a volte anche dal soggetto stesso, che si accorge di non riuscire a conservare la contrazione del muscolo durante la prova.




La lettura dei tracciati sul computer consente di evidenziare con attendibilità le sostanze nei confronti delle quali la persona presenta un'intolleranza alimentare (food sensitivity).

Cosa succede dopo il test DRIA


L'obiettivo del test DRIA e, più in generale, di ogni test per le intolleranze alimentari ben condotto non è escludere totalmente i cibi risultati positivi (scelta che ha senso, ed è anzi necessaria, nelle allergie alimentari e in quelle pochissime intolleranze riconosciute in ambito medico, come l'intolleranza al glutine e quella al lattosio), ma è invece educare l'organismo a recuperare la tolleranza alimentare perduta, ovviamente minimizzando nel contempo i disturbi manifestati.


Non si procede quindi all'impostazione di una dieta di eliminazione - non priva di rischi per la salute, difficile da gestire nella pratica e anche da sostenere sul piano psicologico -, bensì a una specifica e individualizzata rotazione infrasettimanale degli alimenti risultati positivi al test DRIA.

Vengono dunque previsti momenti di astensione dal consumo di tali cibi, alternati, fin da subito, ad altri in cui anche gli alimenti "incriminati" vengono consumati liberamente (in precedenti articoli trovate maggiori informazioni sulla gestione delle intolleranze alimentari).


Articolo di
biologo nutrizionista, dottore magistrale in scienze della nutrizione umana, dottore magistrale in scienze naturali, master universitario in naturopatia.


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