
Il coenzima Q10 o ubichinone è una molecola liposolubile prodotta naturalmente dal corpo e particolarmente concentrata nel cuore, nonché in altri organi ad alto dispendio energetico, come fegato e reni.
In questo articolo esaminiamo:
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cos’è il coenzima Q10 e a cosa serve
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quali sono le fonti alimentari
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quando ha senso integrarlo
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dosaggi utili nelle principali condizioni cardiovascolari
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differenze tra ubichinone e ubichinolo
- controindicazioni e interazioni farmacologiche.
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Coenzima Q10: proprietà e funzioni
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Fonti alimentari di coenzima Q10
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Quando integrare il coenzima Q10 per il cuore
- Prevenzione cardiovascolare di base
- Se si assumono statine o betabloccanti
- Ipertensione arteriosa
- Coronaropatie
- Scompenso cardiaco
- Prima e dopo interventi chirurgici al cuore
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Ubichinone o ubichinolo: quale forma di CoQ10 scegliere?
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Controindicazioni, interazioni ed effetti collaterali del CoQ10
- Fonti e bibliografia scientifica
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aterosclerosi
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infarto
- ictus.
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carni (manzo, maiale, frattaglie di pollo)
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pesce grasso (salmone, sardine, sgombro)
- semi oleaginosi (arachidi, pistacchi, sesamo)
- verdure come broccoli e spinaci (in quantità minori).
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con l'avanzare dell'età
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in caso di rischio cardiovascolare aumentato
- durante terapie farmacologiche che ne riducono i livelli (statine, betabloccanti)
- come supporto in presenza di patologie cardiache conclamate. Approfondiamo i dettagli.
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ben formulato
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in softgel oleosa
- assunto con grassi
- in dosi adeguate (non meno di 100 mg).
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Anticoagulanti orali
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Antipertensivi.
Diamo uno sguardo più ravvicinato. - Dai S et al, "Effects of coenzyme Q10 supplementation on biomarkers of oxidative stress in adults: a GRADE-assessed systematic review and updated meta-analysis of randomized controlled trials", Antioxidants (Basel), 2022 Jul 13;11(7):1360.
- de Frutos F et al, "Prophylactic treatment with coenzyme Q10 in patients undergoing cardiac surgery: could an antioxidant reduce complications? A systematic review and meta-analysis", Interact Cardiovasc Thorac Surg, 2015;20(2):254-259.
- Lee BJ et al, "Coenzyme Q10 supplementation reduces oxidative stress and increases antioxidant enzyme activity in patients with coronary artery disease", Nutrition, 2012;28(3):250-255.
- Lee BJ et al, "Effects of coenzyme Q10 supplementation (300 mg/day) on antioxidation and anti-inflammation in coronary artery disease patients during statins therapy: a randomized, placebo-controlled trial", Nutr J, 2013 Nov 6;12(1):142.
- Sangsefidi ZS et al, "The effect of coenzyme Q10 supplementation on oxidative stress: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled clinical trials", Food Sci Nutr, 2020;8(4):1766-1776.
- Zhai J et al, "Effects of coenzyme Q10 on markers of inflammation: a systematic review and meta-analysis", PLoS One, 2017 Jan 26;12(1):e0170172.
Indice dei contenuti
Coenzima Q10: proprietà e funzioni
La funzione più importante del coenzima Q10 è agevolare il processo di rigenerazione di ATP o adenosina trifosfato (la principale sorgente energetica dell'organismo) da parte dei mitocondri, gli organelli da cui dipende la produzione dell'energia indispensabile per la vita cellulare.
Proprio l'abbondante presenza di mitocondri, ricchi di coenzima Q10, conferisce al muscolo cardiaco la potenza necessaria a contrarsi circa 100.000 volte al giorno, per fare arrivare sangue ossigenato e sostanze nutritive a tutti i tessuti.
Contemporaneamente il coenzima Q10 agisce da antinfiammatorio e antiossidante. In ambito cardiovascolare, ostacola in particolare l'ossidazione delle particelle LDL (il colesterolo "cattivo"), contribuendo quindi alla protezione da malattie come:
Fonti alimentari di coenzima Q10
Il corpo è in grado di sintetizzare autonomamente coenzima Q10, a partire dall'amminoacido tirosina e con il contributo di diverse vitamine e minerali. Tuttavia, questa capacità diminuisce progressivamente con l’età, già dopo i 40 anni.
Il CoQ10 è presente anche in alcuni alimenti, in particolare:
La carne è ricca di coenzima Q10, ma tanti dicono che fa male. Ecco cosa ha spiegato il dottor Luca Avoledo, specialista in Scienza dell'Alimentazione, ospite de "Il Mio Medico" su TV2000.
Quando integrare il coenzima Q10 per il cuore
L'integrazione di coenzima Q10 è spesso indicata:
La supplementazione di coenzima Q10 è in genere opportuna negli anziani, sia perché la produzione endogena di questa sostanza tende a diminuire nel tempo, sia perché le persone avanti negli anni seguono spesso una dieta povera e monotona, sia infine perché il rischio cardiovascolare aumenta con l'invecchiamento.
Ci sono poi specifici farmaci che fanno perdere al corpo CoQ10.
L'assunzione di statine, medicinali largamente impiegati per ridurre i valori del colesterolo, rappresenta una delle cause più frequenti di deplezione di coenzima Q10.
Anche la terapia con betabloccanti, molecole prescritte per abbassare la pressione arteriosa, può intaccare le scorte di ubichinone.
In entrambi i casi è importante reintegrare una sostanza che è cruciale per la salute del cuore e che cure farmacologiche finalizzate proprio a diminuire la vulnerabilità alle malattie cardiovascolari finiscono paradossalmente per sottrarre all'organismo.
Inoltre, una supplementazione di coenzima Q10 dovrebbe essere valutata sia per prevenire che per meglio trattare diversi stati di sofferenza cardiaca conclamata. È dimostrato infatti che l'utilizzo di coenzima Q10 non solo tutela e rinforza il cuore in condizioni fisiologiche, ma rallenta anche la progressione di malattie cardiovascolari in atto.
Nello specifico, quelli che seguono sono i disturbi e gli obiettivi di salute cardiovascolare per cui è utile assumere coenzima Q10, alla posologia di volta in volta indicata. Per ogni condizione, infatti, ci sono giusti dosaggi di CoQ10.
1. Prevenzione cardiovascolare di base
Dopo i 40 anni, soprattutto in caso di familiarità per patologie cardiovascolari, è suggerita l'assunzione quotidiana di almeno 90 milligrammi di coenzima Q10 per sostenere la funzione cardiaca e aiutare a ridurre il rischio di eventi come ictus e infarto.2. Se si assumono statine o betabloccanti
Per ristabilire adeguati livelli di coenzima Q10, depauperati dalle terapie a base di statine o betabloccanti, è indicata un'integrazione di 100-200 milligrammi al giorno di coenzima Q10, da proseguire per tutta la durata della terapia farmacologica.3. Ipertensione arteriosa
Chi soffre di pressione sanguigna alta può trarre beneficio da un'integrazione di coenzima Q10 al dosaggio di almeno 180-200 milligrammi giornalieri. I primi risultati si apprezzano in genere dopo 4-5 settimane dall'inizio del trattamento.Grazie al coenzima Q10 e sotto la supervisione del medico curante, è anche possibile in diverse circostanze ridurre i dosaggi del trattamento antipertensivo in atto, perché l'ubichinone tende a potenziare gli effetti di alcuni farmaci per la pressione.
4. Coronaropatie
L'assunzione di 150 milligrammi di coenzima Q10 al giorno ha dimostrato di ridurre lo stress ossidativo, principale causa di lesione dell'endotelio, il rivestimento interno dei vasi sanguigni, e migliorare il decorso della malattia coronarica.5. Scompenso cardiaco
Come sostegno del trattamento dello scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca congestizia, il dosaggio è compreso tra 300 e 600 milligrammi di coenzima Q10 al giorno.E' preferibile iniziare con l'assunzione di 180 milligrammi di ubichinone al dì, per poi aumentare gradatamente il dosaggio nell'arco di 3-4 settimane.
6. Prima e dopo interventi chirurgici al cuore
Diverse ricerche, tra cui una metanalisi pubblicata nel 2015, hanno documentato che la somministrazione di coenzima Q10 nelle settimane precedenti e successive a interventi chirurgici al cuore riduce il rischio di complicanze e rende la prognosi più favorevole. Il dosaggio va modulato caso per caso ed è in genere compreso tra 100 e 300 milligrammi di coenzima Q10 al giorno.
Poiché si tratta di una sostanza liposolubile, è meglio assumere gli integratori alimentari di coenzima Q10 ai pasti.
Se è visto inoltre che suddividere il dosaggio appropriato in 2-3 somministrazioni giornaliere ottimizza la concentrazione di coenzima Q10 nel sangue.
Ubichinone o ubichinolo: quale forma di CoQ10 scegliere?
Oltre che nella forma tradizionale di ubichinone (ossidata), dal 2006 sono stati messi in commercio integratori di coenzima q10 nella forma di ubichinolo (forma ridotta), che viene presentata come più facilmente assorbibile dal corpo sulla base di alcuni piccoli studi condotti.
Personalmente consiglio ai miei pazienti di risparmiare denaro e di assumere ubichinone. A oggi, infatti, non sono a conoscenza di ricerche scientifiche svolte come si deve (in doppio cieco e con placebo) che attestino una reale superiorità del molto più caro ubichinolo, al di là di quello che afferma il marketing delle aziende produttrici. Peraltro, la maggior parte dei trial clinici che hanno rilevato benefici del CoQ10 a livello cardiovascolare è stata condotta con l'ubichinone, che rimane quindi la scelta più razionale ed economicamente sensata.
Molti studi "pro-ubiquinolo" usano ubichinone di bassa qualità come confronto, hanno conflitti d’interesse evidenti e misurano solo livelli plasmatici, non endpoint clinici. Quando si guardano i sintomi (fatigue, statine, scompenso, fertilità, emicrania) non emergono differenze consistenti tra ubiquinone e ubiquinolo a parità di dose efficace.
L'ubiquinolo potrebbe avere senso in particolari soggetti: anziani molto fragili, pazienti con stress ossidativo marcato, malassorbimento importante o scompenso cardiaco avanzato (dove anche piccole differenze di assimilabilità possono contare).
In più, c'è un punto spesso ignorato: l'ubiquinolo è più instabile, si ossida facilmente. Richiede packaging protettivo adeguato e antiossidanti aggiunti (che ne fanno lievitare il costo, senza reale valore clinico aggiunto) Il paradosso? C'è il rischio che molti ubiquinoli arrivano al consumatore già parzialmente ossidati.
Se dovessi riassumere in una frase: la qualità della formulazione conta più della forma chimica.

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NutrivaIn conclusione, il mio consiglio professionale è per l'acquisto di ubichinone:
Controindicazioni, interazioni ed effetti collaterali del CoQ10
In genere, il coenzima Q10 è un rimedio naturale sicuro e ben tollerato anche a dosaggi significativi e senza controindicazioni degne di nota.
Per quanto riguarda le interazioni farmacologiche, il coenzima Q10 può influenzare l’azione di alcuni farmaci quando assunto come integratore. In particolare:
Il coenzima Q10 ridurre l’efficacia di farmaci anticoagulanti come il warfarin (commercialmente noto come Coumadin®), aumentando il rischio di trombosi. È quindi consigliabile monitorare attentamente il tempo di protrombina (INR) se l’integratore viene assunto contemporaneamente. Per gli anticoagulanti di nuova generazione, come apixaban (Eliquis®), rivaroxaban (Xarelto®), edoxaban, dabigatran, le evidenze disponibili su interazioni con il CoQ10 sono molto limitate o assenti. A differenza del warfarin, il CoQ10 non sembra avere un effetto clinicamente significativo sulla loro efficacia. Tuttavia, poiché il CoQ10 può influenzare il metabolismo epatico di alcuni farmaci, non è esclusa del tutto una possibile interazione.
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Inoltre, può potenzialmente incrementare l'effetto di diversi farmaci per la pressione arteriosa, con conseguente rischio di ipotensione.
Altri farmaci con cui sono stati segnalati possibili effetti includono alcuni chemioterapici e farmaci che agiscono sul metabolismo mitocondriale, anche se le evidenze cliniche sono limitate.
Il mio suggerimento è che, se si assumono farmaci importanti o delicati, soprattutto anticoagulanti, immunosoppressori o chemioterapici, è opportuno consultare il medico prima di integrare CoQ10.
Gli eventuali effetti collaterali del CoQ10 sono generalmente lievi e includono disturbi gastrointestinali come nausea, diarrea, perdita di appetito e occasionalmente reflusso. Raramente possono comparire mal di testa, vertigini o irritazioni cutanee.
Articolo di
Biologo nutrizionista, specialista in Scienza dell'Alimentazione, dottore magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, dottore magistrale in Scienze Naturali, master in Naturopatia. Riceve presso La Clinica del Cibo di Milano.
Fonti e bibliografia scientifica
Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento medico.
I contenuti relativi ad alimentazione, integratori, rimedi naturali e stile di vita devono essere considerati indicazioni generali, da adattare al singolo individuo.
Prima di apportare cambiamenti significativi alle proprie abitudini o di assumere integratori, soprattutto in presenza di condizioni mediche o terapie in corso, è consigliabile consultare un professionista sanitario qualificato.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento medico.
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Prima di apportare cambiamenti significativi alle proprie abitudini o di assumere integratori, soprattutto in presenza di condizioni mediche o terapie in corso, è consigliabile consultare un professionista sanitario qualificato.

