luca avoledo
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4 giugno 2020

Cure naturali per prevenire e rallentare l'Alzheimer

Anziani e malattia di Alzheimer
Esistono cure naturali che aiutano a prevenire e a rallentare la malattia di Alzheimer, esplicando un'azione neuroprotettiva che migliora la memoria e sostiene altre abilità cognitive.

Al morbo di Alzheimer si deve il 60% di tutte le forme di demenza. Questa malattia neurodegenerativa provoca il deterioramento progressivo delle funzioni cognitive, intaccando innanzitutto la memoria, per poi coinvolgere l'elaborazione del pensiero, l'espressione linguistica, l'orientamento nello spazio e nel tempo, fino a compromettere lo svolgimento delle normali attività quotidiane.

Ancora non è stata individuata una cura risolutiva per il morbo di Alzheimer. I farmaci oggi disponibili ottengono, nella migliore delle aspettative, la riduzione dei sintomi e il contenimento dell'evoluzione della patologia.


I rimedi naturali che aiutano a combattere l'Alzheimer


Accanto ai medicinali è possibile tenere in considerazione rimedi naturali ben scelti, sia per ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer, sia per controllare l'avanzare dei danni neurologici e rinforzare l'azione delle terapie convenzionali una volta che i primi segnali del declino cognitivo si siano già manifestati.

Tra le misure non farmacologiche più efficaci contro l'Alzheimer si annoverano specifici integratori alimentari e fitoterapici.

Esaminiamo proprietà e modalità d'uso di questi rimedi naturali nel morbo di Alzheimer.


1. Vitamine B

Le vitamine del gruppo B hanno documentati effetti protettivi verso la malattia di Alzheimer. In particolare, le vitamine B6, B9 e B12, che partecipano in modo diretto alla funzionalità cerebrale anche in condizioni fisiologiche, giocano un ruolo strategico nel ridurre i livelli sanguigni di omocisteina. Questo amminoacido, se presente in concentrazioni superiori alla norma, si associa a un alto rischio di sviluppare l'Alzheimer e altre forme di demenza senile e presenile, oltre a esporre a patologie cardiovascolari.


In chiave preventiva, dal momento che i valori di omocisteina tendono ad aumentare con l'età, almeno a partire dai 60 anni è bene ricorrere a un integratore multivitaminico che contenga tutti e tre questi micronutrienti, insieme a vitamine e altre molecole antiossidanti come la vitamina C, la vitamina E, il betacarotene, in buon dosaggio.


Qualora cali di memoria e altri segni di declino cognitivo avessero già fatto il loro esordio, le vitamine B6, B9 e B12 contribuiscono anche a rallentare la progressione dell'Alzheimer e dell'atrofia delle aree cerebrali interessate dalla malattia, se assunte a una posologia confrontabile, e ove necessario superiore, a quella indicata nell'articolo sui dosaggi efficaci degli integratori di vitamine.


2. Omega 3

E' appurato che seguire una dieta ricca di questi acidi grassi essenziali concorre a prevenire il morbo di Alzheimer.

Alcune ricerche attestano che i benefici degli omega 3 si estendono anche a quanti già convivono con questa malattia. In uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco e placebo-controllato (i massimi standard dell'affidabilità scientifica, quindi) del 2010, l'assunzione di 900 milligrammi di un omega 3 quale il DHA (acido docosaesaenoico) ha mostrato di migliorare la memoria e altri processi cerebrali in un gruppo di oltre 400 persone con lieve declino cognitivo.


Da un lavoro pubblicato sul Journal of Alzheimer's Disease nel 2013 risulta inoltre che l'impiego di integratori di omega 3 può ridurre l'infiammazione dei tessuti cerebrali e la concentrazione di proteina beta-amiloide (A-beta), che si ammassa in placche nel cervello delle persone affette da questa forma di demenza.

Una recente systematic review sull'utilizzo di omega 3 nella malattia di Alzheimer conferma l'utilità della supplementazione di questi acidi grassi negli stadi iniziali della malattia, quando la compromissione della funzione cerebrale è ancora moderata.

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Il dosaggio di omega 3 in presenza di decadimento cognitivo o di Alzheimer conclamato è di almeno 1 grammo al giorno, sotto forma di EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico).

Gli omega 3 sono rimedi naturali sicuri, che a questa posologia non causano effetti collaterali degni di nota. Una certa cautela, specie in caso di uso prolungato, va osservata se si è in terapia con anticoagulanti, antiaggreganti piastrinici o ipoglicemizzanti, farmaci con cui gli omega 3 potrebbero interagire.

E' stato scientificamente evidenziato che adeguati livelli plasmatici di omega 3 potenziano l'attività di neuroprotezione delle vitamine B. Nel trattamento naturale dell'Alzheimer questi due rimedi si esprimono quindi al meglio se assunti in sinergia.


3. Omotaurina

L'omotaurina è un amminoacido, chimicamente simile alla taurina, dagli effetti neuroprotettivi, studiati anche nei malati di Parkinson.

Ricerche su modello animale hanno evidenziato che la somministrazione di omotaurina è in grado di interferire con la formazione delle placche amiloidi che caratterizzano la malattia di Alzheimer, arginando il deficit cognitivo e mnemonico.

Per quel che riguarda gli studi clinici, condotti su malati di Alzheimer, i risultati sembrano meno netti: alcune ricerche non hanno riscontrato significativi miglioramenti nei pazienti sofferenti di Alzheimer che hanno assunto questo integratore, mentre altre invece mostrano che l'omotaurina può rallentare la formazione delle placche senili e l'atrofia dell'ippocampo, nonché mitigare l'infiammazione cerebrale.

L'appuntamento alla Clinica del Cibo con il dottor Avoledo per la salute del cervello

Una review scientifica del 2019 ha riportato tre studi post marketing (quelle indagini che vengono svolte dopo che un farmaco o un integratore è stato messo in commercio) in cui i risultati dell'assunzione di omotaurina in pazienti con compromissione cognitiva lieve sono stati molto positivi.

Auspicando, quindi, ulteriori trial clinici per valutare pienamente l'efficacia dell'omotaurina come rimedio per l'Alzheimer, non si può non ravvisarne un promettente ruolo potenziale. Considerata, inoltre, l'assenza di effetti collaterali di rilievo dell'omotaurina nella maggior parte dei soggetti, ritengo che la sua assunzione possa avere significato, almeno in via precauzionale e anche in ragione della mancanza di valide cure farmacologiche dell'Alzheimer.

La posologia dell'omotaurina utilizzata negli studi clinici sui malati di Alzheimer va da 50 a 150 milligrammi assunti due volte al giorno.


4. Curcuma

Tra le qualità di questa spezia antiossidante ci sono anche le sue proprietà neuroprotettrici, che rendono la curcuma (Curcuma longa) un rimedio naturale valido in prevenzione e promettente anche per migliorare il controllo dell'Alzheimer in atto.


Il dottor Luca Avoledo, biologo nutrizionista esperto di rimedi naturali, parla dei benefici e delle modalità d'uso della curcuma in una puntata del programma televisivo "Il mio medico" su TV2000.

La curcumina, il principio attivo principale della curcuma, contrasta infatti l'aggregazione della proteina beta-amiloide, contiene la degenerazione neuronale e combatte l'infiammazione della microglia (quel complesso di cellule del sistema nervoso centrale deputato alla sua difesa immunitaria), ostacolando così un processo direttamente implicato nell'insorgenza della malattia di Alzheimer.

Consiglio di introdurre abitualmente la curcuma nella dieta, utilizzandola come spezia per insaporire i cibi, per diminuire il rischio di demenza.


Se il morbo di Alzheimer ha già fatto il suo esordio è preferibile l'impiego di integratori alimentari a base di curcumina. La posologia è in genere di una capsula da 400-500 milligrammi di estratto secco titolato e standardizzato in curcuminoidi almeno al 90%, fino a tre volte al giorno. Le controindicazioni e gli effetti collaterali della curcuma sono spiegati nell'articolo che ho interamente dedicato a questa spezia.


5. Ginkgo

Anche il ginkgo (Ginkgo biloba) è un presidio naturale interessante per rallentare l'evoluzione dell'Alzheimer. Questo fitoterapico migliora la circolazione a livello cerebrale e potenzia la memoria.

Una metanalisi di studi clinici pubblicata nel marzo 2018 conferma i benefici della somministrazione di un estratto di Ginkgo biloba nei sintomi dell'Alzheimer e anche della demenza di tipo vascolare.


Inoltre, somministrato in affiancamento ai farmaci convenzionali per la malattia di Alzheimer, il ginkgo tende a rinforzare gli effetti delle cure tradizionali sulle performance cognitive.

I dosaggi di Ginkgo biloba utili nella demenza di Alzheimer sono piuttosto alti (secondo diversi studi, 240 milligrammi al giorno) e richiedono qualche attenzione in più rispetto agli altri rimedi naturali citati, in ragione delle maggiori interazioni farmacologiche e precauzioni all'uso di questa pianta.


Articolo di
biologo nutrizionista, dottore magistrale in scienze della nutrizione umana, dottore magistrale in scienze naturali, master universitario in naturopatia.


PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO
Come Prevenire la Perdita di Memoria e l'AlzheimerPatrick Holford
10 modi efficaci per ridurre il rischio delle malattie degenerative della mente
Vallardi

FONTI E BIBLIOGRAFIA SCIENTIFICA
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