luca avoledo
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11 novembre 2017

I rimedi naturali per il cervello e la memoria

Cervello in salute grazie agli integratori adatti
Possiamo ritardare il declino delle funzioni cognitive legato all'invecchiamento anche grazie a specifici rimedi naturali per il cervello e la memoria, utili persino per contenere certi tipi di demenza.

Con l'avanzare dell'età, le facoltà cerebrali subiscono un declino progressivo. La memoria diminuisce, lucidità mentale, capacità di concentrazione e prontezza dei riflessi si attenuano, come conseguenza in parte fisiologica dell'invecchiamento.

Esistono però soluzioni naturali efficaci per salvaguardare il più a lungo possibile la salute neurologica, soprattutto quando la degenerazione delle cellule nervose minaccia di sconfinare nelle forme di deterioramento cognitivo che precedono demenze vere e proprie.

Particolari rimedi naturali tutelano la salute del cervello e la memoria e possono ritardare il declino cognitivo aiutando a prevenire e contrastare malattie come il morbo di Alzheimer e altri tipi di demenza.

Le erbe e gli integratori che migliorano la funzionalità cerebrale


I nutrienti e le sostanze più valide per il cervello e la memoria includono integratori di specifiche vitamine, grassi particolarmente salutari, determinati sali minerali e alcuni fitoterapici neurotonici:
  1. vitamine del gruppo B
  2. acidi grassi omega 3
  3. selenio
  4. colina
  5. ginkgo (Ginkgo biloba)
  6. bacopa o brahmi (Bacopa monnieri).


Vitamine del gruppo B

L'attività neurostimolante e neuroprotettiva delle vitamine del gruppo B è da tempo accertata. La vitamina B6, la vitamina B1, la vitamina B9 o acido folico e la vitamina B12, nello specifico, giocano un ruolo decisivo per la sfera nervosa e alcune di esse sono indispensabili anche per abbassare i livelli circolanti di omocisteina, un amminoacido che quando presente in quantità eccessive aumenta il rischio di Alzheimer e altre malattie.


Da uno studio appena apparso su The American Journal of Clinical Nutrition emerge che l'assunzione di vitamine B in età giovanile aiuta a preservare le funzioni cognitive negli anni futuri. E' sempre più chiaro peraltro che, per quanto ciascun micronutriente del complesso B abbia virtù specifiche, i benefici per la salute derivano da un'azione interrelata e sinergica. Il mio consiglio è quindi di scegliere un integratore che preveda la presenza di tutte le vitamine B a dosaggi adeguati, eventualmente personalizzabili a seconda dei casi.


Omega 3

Gli acidi grassi omega 3 contribuiscono all'efficienza della funzionalità cerebrale soprattutto grazie alle loro proprietà antinfiammatorie e neurotrofiche. Mangiare due-tre porzioni settimanali di pesce grasso (la fonte alimentare più pregiata di omega 3) offre già un importante supporto a concentrazione, mantenimento dell'attenzione e memoria e sul lungo periodo può tutelare la salute neurologica al punto di ridurre il rischio di ammalarsi di Alzheimer.

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Al di fuori della dieta, un'integrazione di un omega 3 quale l'EPA (acido docosaesaenoico) ha dimostrato di incrementare le performance intellettuali di un gruppo di adulti sani, mentre diversi studi attestano che assumere sia EPA che DHA (acido docosaesaenoico) al dosaggio di almeno 900-1000 milligrammi al giorno mitiga l'infiammazione dei tessuti cerebrali dei soggetti con deficit cognitivo o demenza conclamata e riduce l'accumulo di proteina beta-amiloide, che tende ad aggregarsi in placche nel cervello delle persone affette da Alzheimer.

Buoni livelli sierici di omega 3 ottimizzano l'efficacia delle vitamine del gruppo B: assumere sinergicamente acidi grassi omega 3 e vitamine del complesso B porta a ottenere risultati più cospicui in termini di miglioramento della memoria e del rendimento intellettivo.


Selenio

Il selenio è direttamente coinvolto nella funzionalità del sistema nervoso centrale: influenza la coordinazione, rinforza la memoria e sostiene le altre facoltà cognitive. L'approvvigionamento di questo minerale benefico per il cervello è di norma mediato da un'alimentazione ben impostata, che preveda con la giusta frequenza carne in quantità adeguate (soprattutto frattaglie, come reni e fegato), pesce e molluschi, cereali integrali.

L'appuntamento in studio con il dottor Luca Avoledo per il benessere del cervello

Se ancora mancano adeguate evidenze scientifiche per validare il ruolo di un'integrazione di selenio nella cura delle demenze, è comunque accertato che soddisfare pienamente il fabbisogno di questo minerale, qualora necessario anche attraverso una supplementazione a dosaggi opportuni, aiuta a prevenire il decadimento cognitivo collegato all'età.


Colina

La colina è un nutriente necessario per sintetizzare un neurotrasmettitore, l'acetilcolina, che a sua volta gioca un ruolo cruciale per il corretto funzionamento della memoria, l'apprendimento e l'immagazzinamento di nuove informazioni. Non è un caso che tra i farmaci più comunemente utilizzati per combattere la progressione della malattia di Alzheimer ci siano molecole che rallentano la degradazione dell'acetilcolina.


La colina si trova naturalmente soprattutto nelle uova e, in concentrazioni minori, nella soia, nel germe di grano, nei broccoli, nel salmone. Un'alimentazione che includa cibi ricchi di colina concorre a proteggere dal deterioramento neuronale e a prevenire le demenze senili, ma per arrivare a dosaggi utili sul piano salutistico o terapeutico è spesso consigliabile ricorrere a integratori di colina, fino a raggiungere i 500 milligrammi al dì di questo micronutriente.


Ginkgo

I principi attivi del ginkgo (Ginkgo biloba) influenzano le prestazioni cognitive perché migliorano la circolazione sanguigna a livello cerebrale, sono antinfiammatori e antiossidanti e stimolano il rilascio della già citata acetilcolina.


La somministrazione di estratti di ginkgo ha fornito esiti promettenti nella prevenzione e nel controllo di diverse forme di deterioramento cognitivo, compreso la malattia di Alzheimer. In particolare, una metanalisi su efficacia e sicurezza di questo fitoterapico nel trattamento della demenza ha documentato i benefici di Ginkgo biloba al dosaggio di 240 milligrammi al giorno.


Bacopa o brahmi

La medicina ayurvedica annovera la bacopa (Bacopa monnieri) tra i principali tonici per il sistema nervoso. Questa pianta, chiamata brahmi in lingua hindi, possiede principi attivi denominati bacosidi che esplicano un'azione antiossidante, modulatrice della trasmissione degli impulsi nervosi, capace di sostenere il trofismo delle cellule cerebrali e rallentarne la degenerazione, con effetti sui riflessi, la memoria e l'agilità mentale. Per tali proprietà, la bacopa viene considerata un rimedio nootropo.


L'impiego di questo fitoterapico ha espresso interessanti potenzialità nella gestione di deficit cognitivi di diversa natura e persino risultati nel morbo di Parkinson, a dosaggi che di norma si attestano sui 300-400 milligrammi quotidiani di bacosidi.

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