Come l'attività fisica rallenta il declino cognitivo

Il cervello resta giovane grazie al movimento fisico
Con l'età le funzioni intellettive tendono a deteriorarsi, ma l'invecchiamento del cervello si può contrastare. Per rallentare il declino cognitivo l'attività fisica è una risorsa efficace.

Sui benefici del movimento mi sono espresso in tante occasioni, anche approfondendo le capacità neuroprotettive dell'esercizio fisico, che sono utili persino per prevenire e meglio controllare la malattia di Alzheimer, una delle forme di demenza più comuni, per la quale a oggi non esiste ancora una terapia risolutiva.

Le ricerche che provano come l'attività fisica aiuti a proteggere da patologie anche gravi, abbia effetti antiaging e contribuisca ad allungare l'aspettativa di vita sono sempre più numerose e convergenti.

Tra le ultime evidenze sul rapporto che lega movimento e benessere psicofisico uno studio apparso su Neurology, oltre a confermare le ricadute positive dell'attività sportiva sulla funzionalità cerebrale, le quantifica, dando così una misura concreta di quanto si possa fare per conservare la salute mentale il più a lungo possibile e rallentare il fisiologico processo dell'invecchiamento.

L'esercizio fisico rende il cervello più giovane di 10 anni


Scarpe da jogging per mantenere giovane il cervello
Esercizi aerobici a media intensità
proteggono i neuroni.
Questa ricerca ha preso in esame 876 persone con età media di 71 anni e le ha suddivise in due gruppi sulla base delle abitudini relative al movimento: il 90% del campione conduceva una vita prevalentemente sedentaria o con attività fisica blanda e discontinua, mentre il restante 10% si muoveva di frequente e in modo più intenso, facendo jogging o praticando altre forme di esercizio di tipo aerobico.

A distanza di cinque anni dall'inizio dello studio le persone più attive hanno mostrato performance migliori su una serie di prestazioni cognitive, tra cui la memoria e la capacità di eseguire in tempi congrui semplici compiti richiedenti attenzione e concentrazione.

I dati raccolti documentano che il movimento può ritardare addirittura di 10 anni il processo di decadimento neuronale che si verifica con l'avanzare dell'età.

Siamo in presenza dell'ennesima dimostrazione di come lo stile di vita, in buona parte se non del tutto controllabile da ciascuno di noi, possa incidere sulla salute e, nello specifico, difendere da alcune delle conseguenze più temute dell'invecchiamento, quali appunto la perdita o il deterioramento delle facoltà intellettive.

Le conclusioni di questo studio americano supportano lavori precedenti, che mostrano un'associazione tra la consuetudine di praticare esercizio fisico e il volume della materia grigia, l'area del cervello deputata al pensiero complesso e al processo decisionale.

Anche senza considerare tutti gli altri importanti risvolti dello sport sulla forma e sul benessere (che includono in primo luogo la riduzione del rischio cardiovascolare e la prevenzione di diverse forme di cancro), queste evidenze offrono uno stimolo importante a spezzare la sedentarietà, magari iniziando a piccoli passi: esistono metodi facili, economici e divertenti per muoversi, spesso perfettamente integrabili nella vita quotidiana.
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PER SAPERNE ANCORA DI PIÙ
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