luca avoledo
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9 marzo 2018

Le cure naturali per l'osteoporosi

Cure naturali per l'osteoporosi
Prima che siano indispensabili misure farmacologiche a tutela delle ossa fragili, si può preservare la solidità dello scheletro grazie ad apposite cure naturali per l'osteoporosi.

L'osteoporosi è una condizione dovuta alla graduale perdita di massa ossea, con conseguente aumento delle probabilità di subire fratture. La rarefazione ossea è più frequente nelle donne dopo la menopausa e in una certa misura è una conseguenza fisiologica del progredire dell'età.

Esistono cure naturali che offrono un sostegno importante per prevenire e contrastare l'osteoporosi e che rappresentano una risorsa che può ritardare la necessità dei medicinali o potenziarne gli effetti.

Gli integratori alimentari per ossa più forti


Un approccio all'osteoporosi che apprezzo particolarmente contempla specifici minerali e vitamine efficaci nel salvaguardare l'integrità delle ossa:
  1. calcio
  2. vitamina D
  3. magnesio
  4. vitamina K
  5. silicio

Analizziamo l'utilità di ciascuna di queste sostanze per la solidità dello scheletro e i loro dosaggi nell'ambito di un protocollo naturale contro l'osteoporosi.


Calcio

L'integrazione di calcio è il trattamento tradizionale di prima linea contro l'osteoporosi.

La supplementazione di questo minerale aiuta a rallentare la perdita di tessuto osseo, soprattutto nelle donne dopo la menopausa, ma oggi sappiamo che per concretizzare i benefici basta un dosaggio inferiore a quanto generalmente consigliato fino a non molto tempo fa. Un eccesso di calcio si associa all'aumento del rischio cardiovascolare e nel tempo può addirittura rendere le ossa più fragili.


L'integrazione di questo minerale resta tendenzialmente opportuna per rallentare il processo osteoporotico, in primo luogo là dove la dieta sia povera di alimenti ad alto contenuto di calcio.

Di solito sono sufficienti supplementazioni giornaliere di calcio comprese tra 500 e 700 milligrammi, preferibilmente suddivisi in due somministrazioni al dì.

Le formulazioni di calcio a più elevato assorbimento sono quelle contenenti calcio in forma organica, come il calcio bisglicinato o anche il calcio citrato, che sono per giunta meglio tollerati in caso di fastidi digestivi rispetto al più diffuso calcio carbonato.


Vitamina D

Il fondamentale contributo della vitamina D alla fissazione del calcio nel tessuto osseo è forse la caratteristica maggiormente conosciuta di questo micronutriente, che possiede peraltro proprietà benefiche decisamente più ampie e sfaccettate.

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La vitamina D stimola l'assorbimento del calcio attraverso la mucosa intestinale e la sua deposizione nelle ossa. Il mantenimento di adeguati livelli di vitamina D incide direttamente sia sulla densità minerale ossea, sia sul metabolismo dell'osso, processo in cui il riassorbimento del vecchio tessuto si alterna al complementare processo di costruzione di nuovo materiale osseo.

Gli integratori di vitamina D sono relativamente economici, sicuri e privi di effetti collaterali. Il dosaggio opportuno per prevenire e meglio controllare l'osteoporosi si attesta di norma tra 1.000 e 2.000 UI giornaliere, per un periodo che non dovrebbe essere inferiore ai sei-otto mesi continuativi (da ottobre a maggio, quando diminuisce l'intensità della radiazione solare e il supporto indispensabile della luce affinché il corpo sintetizzi vitamina D).



Magnesio

Il magnesio è importante almeno quanto il calcio per la densità ossea: uno studio su un gruppo di donne in menopausa affette da osteoporosi ha dimostrato che l'assunzione quotidiana di 1.800 milligrammi di magnesio attenua la perdita di tessuto osseo già nel giro di un mese.

Nonostante il contributo accertato di questo minerale alla solidità dello scheletro, l'integrazione di magnesio continua a essere scarsamente consigliata dalla medicina convenzionale nella prevenzione e nel trattamento dell'osteoporosi. Dovrebbe contemplare una supplementazione di magnesio soprattutto chi prende calcio, per consentire il necessario equilibrio tra i valori dei due minerali.

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L'articolo sulle proprietà del magnesio specifica le formulazioni in cui questo nutriente risulta più biodisponibile e che suggerisco di privilegiare.


Vitamina K

E' una vitamina liposolubile che esiste principalmente in due forme: la vitamina K1 o fillochinone, che si ritrova negli alimenti di origine vegetale ed è coinvolta nella coagulazione del sangue, e la vitamina K2 o menachinone, presente negli alimenti animali, nei cibi fermentati e anche prodotta dalla flora batterica intestinale, implicata nel processo di mineralizzazione ossea.

Carenze di questo micronutriente sono associate a un più alto rischio di osteoporosi e fratture, mentre alcuni studi preliminari documentano che la supplementazione di vitamina K influenza positivamente parametri legati al metabolismo dell'osso.


Reperibile sotto forma di integratore alimentare, anche associata a calcio, vitamina D e altri micronutrienti fondamentali per il benessere dello scheletro, la vitamina K2 si assume di norma a un dosaggio quotidiano compreso tra 50 e 100 microgrammi.


Silicio

Presente nel corpo in piccole quantità, il silicio partecipa in modo diretto al processo di mineralizzazione, innanzitutto grazie alla sua capacità di promuovere la formazione del collagene, la proteina che conferisce elasticità alle ossa e che costituisce la matrice su cui si depositano i minerali.


Una formulazione di silicio altamente e facilmente assimilabile dall'organismo è il silicio organico, privo di tossicità, compatibile con eventuali trattamenti concomitanti e in genere commercializzato in forma liquida. Per preservare la solidità delle ossa e rallentare il processo di rarefazione, la posologia di silicio organico può arrivare anche a 20-30 millilitri due-tre volte al giorno, avendo cura di trattenere il liquido in bocca per un paio di minuti prima di ingerirlo.

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Meno biodisiponibile, ma comunque utile come sostegno naturale alla formazione dell'osso, è il silicio contenuto nell'equiseto (Equisetum arvense), pianta erbacea che cresce spontanea in ambienti umidi. A scopo rimineralizzante contro l'osteoporosi si adoperano in genere estratti secchi di equiseto titolati in silicio appunto, alla dose di 2-3 capsule o compresse da 500 milligrammi al giorno.

L'equiseto è controindicato in caso di disturbi renali e sul lungo periodo può impoverire il corpo di vitamina B1 (tiamina). Nel caso si consideri un trattamento prolungato con questo fitoterapico potrebbe essere opportuno ricorrere contemporaneamente a un integratore di vitamina B1.

PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO
Osteoporosi senza Medicine
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Preziosi consigli e gustose ricette per prevenire e curare l'osteoporosi
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