luca avoledo
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2 novembre 2017

Vitamina D bassa? Ecco come evitare carenze

Uomo sano grazie alla vitamina D
Se la vitamina D è bassa non aumenta solo il rischio di osteoporosi: si è più esposti a patologie come cancro, infezioni, disturbi autoimmuni. Ecco come evitare carenze di vitamina D.

Sono sempre più numerose le evidenze scientifiche che attribuiscono alla vitamina D effetti di portata molto ampia sulla salute. Tra le più importanti, una metanalisi sul rapporto tra livelli di vitamina D nel sangue e rischio di mortalità per tutte le cause ha confermato quanto avevo già avuto l'occasione di sottolineare, a proposito del ruolo di questo micronutriente per migliorare l'aspettativa di vita e ottimizzare il funzionamento dell'organismo a tutte le età.

Tre aspetti meritano un approfondimento e una più capillare divulgazione, alla luce della riconosciuta funzione strategica della vitamina D per il benessere e degli stati di ipovitaminosi D che si riscontrano sempre più frequentemente nella popolazione:
  • le proprietà e le funzioni della vitamina D
  • le fonti di vitamina D
  • come mantenere giusti valori di vitamina D.

Proprietà e funzioni della vitamina D


I livelli circolanti di vitamina D influiscono sullo stato generale dell'organismo sotto molteplici aspetti.


Vitamina D e salute delle ossa

La vitamina D contribuisce direttamente alla solidità dello scheletro, poiché stimola l'assorbimento del calcio e il deposito di questo minerale nel tessuto osseo. Evitare carenze di vitamina D, soprattutto per le donne dopo la menopausa, consente di ridurre le probabilità di incorrere nell'osteoporosi.


Vitamina D per rinforzare il sistema immunitario

Meno conosciuta ma altrettanto importante è la capacità della vitamina D di regolare la risposta immune. Diverse ricerche hanno documentato che un giusto apporto di questa sostanza può contribuire a difendere dallo sviluppo di malattie autoimmuni quali la tiroidite di Hashimoto e il diabete di tipo 1.

Calcio citrato + vit. D3

Adeguati livelli di vitamina D concorrono poi a ridurre il rischio di infezioni, compresi il raffreddore, l'influenza e le altre malattie invernali. La vitamina D attiva i globuli bianchi (soprattutto i linfociti B e i linfociti T), cellule deputate a riconoscere e neutralizzare agenti patogeni come virus, batteri, antigeni specifici. Recentemente è stato scoperto che la vitamina D incrementa anche la produzione di catelicidina, una proteina dalle spiccate proprietà antibiotiche.

La vitamina D aiuta inoltre a prevenire alcune forme di cancro, sia perché sostiene l'attività immunitaria, sia perché si comporta da fattore antiproliferativo: carenze di vitamina D cono state collegate soprattutto a un maggior rischio di tumore al colon, alla prostata e al seno.

Cervello più sano con la vitamina D
La vitamina D supporta anche
le facoltà cognitive.

Vitamina D e funzionalità cerebrale

Anche il cervello ha bisogno di vitamina D e deficit di questa sostanza sono spesso riscontrati nelle persone affette da demenza. D'altro canto, assumere vitamina D ha dato prova di migliorare la memoria e gli altri sintomi di decadimento cognitivo tipici della malattia di Alzheimer.


L'influenza della vitamina D su cuore e arterie

Recenti acquisizioni scientifiche testimoniano che bassi livelli di vitamina D predispongono all'ipertensione e all'ateroclerosi e suggeriscono di incrementare l'introito di questa sostanza per proteggere la salute cardiovascolare.

La vitamina D esercita un'influenza diretta sulla salute, incidendo non solo sulla mineralizzazione e sulla solidità delle ossa, ma anche sull'efficienza del sistema immunitario, sulle funzioni cognitive e sul benessere cardiaco e vascolare.

Conservare nel tempo adeguati livelli di vitamina D ed evitare carenze è quindi estremamente importante per la salvaguardia della salute.

Fonti di vitamina D


Parte dell'approvvigionamento di vitamina D avviene con la dieta, tramite la quale si assumono vitamina D3 (o colecalciferolo), contenuta negli alimenti di provenienza animale, e vitamina D2 (ergocalciferolo), presente in alcuni cibi di origine vegetale e molto meno utile per l'organismo. Entrambe sono forme inattive, convertite in vitamina D biologicamente attiva attraverso reazioni che avvengono nel fegato e nei reni.

L'alimentazione provvede tuttavia solo a una parte del fabbisogno giornaliero di vitamina D e non sempre è sufficiente a evitare carenze.

Come mantenere i giusti valori di vitamina D


Integratori di vitamina D
A volte è opportuno prendere
un integratore di vitamina D.
E' importante assumere la vitamina D tramite gli alimenti, mangiando 2-3 porzioni di pesce grasso a settimana e non facendosi mancare una sufficiente quantità di uova (consumare anche un uovo al giorno non provoca l'innalzamento del colesterolo).

Tuttavia, approfittare dei mesi estivi per esporre la pelle ai raggi solari è il miglior modo per garantirsi buone scorte di vitamina D: grazie al sole, il corpo è in grado di sintetizzare autonomamente questa molecola.

Considerando comunque che non sono molti gli alimenti ricchi di vitamina D e che per buona parte dell'anno la possibilità di beneficiare della luce solare si contrae drasticamente, il rischio di ipovitaminosi D, ovvero di vitamina D bassa, è tutt'altro che remoto.

Secondo uno studio di qualche anno fa gran parte dei bambini e degli adolescenti italiani presenta una carenza di vitamina D. Ancora peggiore è la situazione della popolazione anziana, perché la capacità del corpo di sintetizzare vitamina D diminuisce con l'avanzare dell'età, così come in genere la qualità della dieta e la vita all'aperto.

Le carenze di vitamina D sono frequenti, soprattutto in certe fasi della vita, quali infanzia e senescenza.

Per arginare il pericolo e raggiungere dosaggi quotidiani di vitamina D che vadano da 400 UI (Unità Internazionali) fino a 2.000 UI è in diverse situazioni consigliabile ricorrere a integratori alimentari, assumendo le capsule o le perle ai pasti, dal momento che la vitamina D è liposolubile.
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