luca avoledo
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3 luglio 2013

Sbucciare la frutta per paura dei pesticidi: ecco perché non farlo

Mela rossa su sfondo bianco
Sbucciare la frutta per paura dei pesticidi è un errore, che non risolve il problema ed elimina anzi micronutrienti benefici per la salute. Ma allora come mangiare frutta senza farsi del male?

In agricoltura si usano tipicamente e largamente prodotti chimici per difendere le colture da malattie e parassiti e contrastare la crescita delle piante infestanti. Si tratta di sostanze collettivamente indicate con il termine di pesticidi o più correttamente fitofarmaci e che, a dosaggi determinati, sono del tutto legali.

Anche sbucciata la frutta può contenere pesticidi
Perché è meglio non sbucciare la frutta.

Ma sui pesticidi le ricerche hanno da tempo cominciato a gettare più di qualche ombra preoccupante, quando addirittura non ne hanno messo in risalto l'evidente pericolosità: già dallo scorso anno la Francia ha inserito il morbo di Parkinson tra le malattie professionali degli agricoltori, a causa delle sue correlazioni con l'impiego di fitofarmaci, per non parlare dell'ormai acclarata connessione tra pesticidi e forme anche molto aggressive di cancro. I danni derivanti dall'esposizione diretta non riguardano solo gli agricoltori, ma persino chi semplicemente abita o lavora nei dintorni dei campi.

Al di là dei rischi professionali e di coloro che vivono nelle vicinanze delle colture, gli effetti dei pesticidi assunti con l'alimentazione interessano tutti e destano la preoccupazione anche del nostro Istituto Superiore di Sanità, che coordina diversi programmi di ricerca, in particolare sulle ricadute dei fitofarmaci sull'equilibrio ormonale. I pesticidi possono infatti comportarsi da interferenti endocrini, con conseguenze innanzitutto - ma non solo - sulla salute riproduttiva, sia dell'uomo che della donna.

La paura di ingerire sostanze nocive con la frutta non è quindi semplicemente molto diffusa tra i consumatori: è anche assolutamente fondata.

WFRUITS Melagrana, Açaì, Mangostano

La soluzione sembrerebbe facile, se non addirittura ovvia: sbucciare la frutta. Ma si tratta di una scelta non solo inutile per evitare di assumere pesticidi. E' persino controproducente.

Un tempo poteva avere un senso sbucciare la frutta. Oggi l'agricoltura moderna, alla ricerca di strategie sempre più sofisticate ed efficaci per massimizzare le rese, si avvale ormai abbondantemente di pesticidi ad azione sistemica, ovvero fitofarmaci che attraverso le foglie e le radici penetrano in tutta la pianta e anche all'interno della polpa del frutto, non limitandosi solamente alla sua parte esterna, come invece i pesticidi di vecchia generazione (chiamati, eloquentemente, "di copertura" o "di contatto").

Per evitare di assumere sostanze nocive, pelare la frutta serve quindi a ben poco, così come ovviamente non rappresenta una soluzione lavare accuratamente gli ortaggi, nemmeno, come ormai sarà facilmente intuibile, se ci si avvale di appositi prodotti disinfettanti per la pulizia di frutta e verdura, che possono rimuovere la sporcizia, ma non certo i fitofarmaci sistemici.

E non è tutto: la maggior parte delle sostanze della frutta preziose per la salute si concentra nella buccia e nel sottobuccia (vitamine, flavonoidi, altri antiossidanti ecc., per non parlare delle fibre). Pelando la frutta non solo non eliminate i residui tossici, ma vi private anche di larga parte dei benefici da questa offerti.

Conosciamo un'unica soluzione efficace per limitare l'assunzione indesiderata di pesticidi ed è quella di acquistare frutta proveniente da agricoltura biologica.

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