luca avoledo
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13 gennaio 2018

Non solo zucchero: anche l'eccesso di sale aumenta il rischio di diabete

Cibi ricchi di sale
Anche l'eccesso di sale aumenta il rischio di diabete e non solo il troppo zucchero nella dieta. Come leggere le nuove evidenze scientifiche e contenere il consumo di cloruro di sodio.

Secondo i dati Istat riferiti al 2016, il diabete coinvolge in Italia oltre 3 milioni e 200 mila persone. I casi dichiarati di questa patologia metabolica sono raddoppiati negli ultimi 30 anni e interessano sempre più spesso anche i bambini, come segnala la Società Italiana di Pediatria.

Alimentazione e stile di vita sono armi fondamentali per combattere la battaglia della prevenzione del diabete di tipo 2, una malattia che è spesso collegata a sovrappeso e obesità. E proprio sul fronte delle abitudini a tavola si registrano importanti nuove acquisizioni.

Se finora è stato soprattutto l'eccesso di zuccheri nella dieta a essere chiamato in causa come fattore predisponente questo disordine metabolico, a causa delle ripercussioni che l'assunzione di dolci e carboidrati raffinati provoca sulla glicemia, evidenze scientifiche recenti attestano che persino l'abuso di sale (cloruro di sodio) può aumentare il rischio di diabete.

Assodata la responsabilità del consumo eccessivo di zuccheri nella patogenesi della malattia, si sta scoprendo che anche troppo sale nell'alimentazione tende a incrementare le probabilità di sviluppare il diabete.

Il rapporto tra consumo eccessivo di sale e diabete


Un lavoro presentato all'ultimo congresso della Società Europea per lo Studio del Diabete e condotto su un campione di quasi 3.000 persone ha documentato che assumere più di 7,9 grammi di sale al giorno aumenta del 58% il rischio di ammalarsi.


Lo studio è in linea con altre ricerche precedenti e, malgrado non possa che stabilire un'associazione tra apporto di sale e rischio di diabete e non un legame causa-effetto, contiene un'informazione importante: mette in luce il ruolo che il sale in sovrappiù può giocare nell'eziologia della malattia e non solo nell'aggravamento delle sue complicanze di tipo cardiaco e vascolare (l'abuso di sale notoriamente aumenta la pressione sanguigna e in generale la vulnerabilità a patologie cardiovascolari, che nei diabetici è già superiore rispetto al resto della popolazione).

Come ridurre il sale nella dieta


Indipendentemente dal focus di questa ricerca, l'invito che mi sembra saggio cogliere è quello a recepire con ancora più determinazione il richiamo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità a non introdurre più di 5 grammi di sale al giorno. Una soglia che, stando alle stime dell'Istituto Superiore di Sanità, risulta ampiamente superata dal 90% degli italiani.

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Alleggerire la presa di sale da aggiungere all'acqua di cottura e sostituire almeno in parte il cloruro di sodio con spezie e aromi quando si tratta di condire l'insalata o insaporire carne, pesce, zuppe, è sicuramente il primo suggerimento da seguire.


I veri vantaggi però si ottengono nel limitare il consumo di alimenti dove il sale è presente in concentrazioni significative e in forma nascosta, come pane e prodotti da forno vari (compresi i dolci), salumi, formaggi, snack industriali, cibi in scatola, dadi da brodo, minestre liofilizzate, certi cereali per la colazione, salse e cibi pronti. La lettura dell'etichetta, che tra l'altro riporta gli ingredienti in ordine decrescente rispetto alla quantità presente, offre anche in questo contesto un supporto fondamentale.

Per difendersi dal diabete e dalle sue complicanze è opportuno lavorare su due fronti: da un lato moderare il sale aggiunto e dall'altro dosare i cibi che lo contengono in quantità considerevoli.

Se la riduzione del sale sarà graduale e compensata da un ventaglio di sapori alternativi o complementari, come cannella (spezia peraltro particolarmente benefica per modulare la glicemia e proteggersi dal diabete), peperoncino, timo, aglio, zenzero, noce moscata, curcuma e altri aromi, il palato allenterà lentamente la dipendenza dalla percezione del gusto "sapido", con benefici di portata ampia sulla salute, innanzitutto quella metabolica e cardiovascolare.

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Il contenimento della quantità di sale nella dieta è una delle misure più semplici e al tempo stesso più importanti che ognuno di noi può mettere in atto a tutela del proprio benessere.


Articolo di
biologo nutrizionista, dottore magistrale in scienze della nutrizione umana, dottore magistrale in scienze naturali, master universitario in naturopatia.


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