I sintomi di carenza di vitamina D

Donna con ipovitaminosi D
Specifici sintomi segnalano la carenza di vitamina D. Riconoscerli consente di correre ai ripari tramite l'assunzione di appositi integratori, prevenendo così disturbi anche più gravi.

Le funzioni a cui assolve la vitamina D sono numerose, strategiche e verificate dalla ricerca scientifica, che attribuisce a questo micronutriente un ruolo importante nel mantenimento della salute e persino nell'allungamento dell'aspettativa di vita.

Purtroppo la carenza di vitamina D non è affatto rara e il rischio riguarda praticamente tutti, in modo trasversale all'età anagrafica.

Malgrado non manchino i segnali con cui il corpo avverte che le scorte di questa vitamina non sono adeguate, l'ipovitaminosi D resta spesso sottodiagnosticata e quindi non viene corretta.


I disturbi che indicano una mancanza di vitamina D


Alcune condizioni e sintomi possono fare sospettare una carenza di vitamina D, che un semplice esame del sangue è in grado di confermare.


Ricorrenti raffreddori o altre infezioni

Il sistema immunitario risente in maniera diretta e significativa del deficit di vitamina D. Grazie a questa vitamina vengono infatti attivate cellule come i linfociti B e T, deputati alla difesa dell'organismo da virus, batteri e altri agenti patogeni. Raffreddori frequenti, faringiti ricorrenti, bronchiti ripetute e altre patologie a componente infettiva, non solo dell'albero respiratorio, possono sottendere una carenza di vitamina D.

Non a caso sono meno soggetti alle malattie da raffreddamento in inverno coloro che nei mesi estivi, magari approfittando di un periodo di vacanza al mare o in montagna, riescono ad assicurarsi un buon approvvigionamento di vitamina D mediante l'esposizione solare (il corpo infatti è in grado di sintetizzare la vitamina D autonomamente sotto l'azione della luce del sole).

Mano fratturata per mancanza di vitamina D
La fragilità delle ossa
segnala carenza di vitamina D.

Facilità alle fratture ossee

La vitamina D ha un ruolo di primo piano nel metabolismo osseo: la sua presenza è indispensabile per l'assorbimento e la fissazione del calcio nelle ossa e quindi per mantenere entro parametri fisiologici la densità dello scheletro ed evitare l'osteoporosi. Il rischio di fratture aumenta anche considerevolmente se i livelli di vitamina D sono insufficienti.


Debolezza e dolori muscolari

Mentre il contributo della vitamina D alla solidità del tessuto osseo è noto da tempo, solo più recentemente è stata dimostrata un'associazione tra carenza di questo micronutriente e sintomi a carico dei muscoli, quali riduzione della forza contrattile, affaticabilità muscolare, dolori diffusi.

Può essere collegato a bassi livelli di vitamina D anche un disturbo muscoloscheletrico noto come "dolore cronico diffuso" (in inglese "chronic widespread pain", abbreviato in CWP). Questa condizione, presente anche nella fibromialgia, comporta un'estrema sensibilità al dolore e tende a coinvolgere diversi distretti del corpo, penalizzando in modo anche rilevante la qualità della vita.


Depressione e altri disturbi psicologici

La vitamina D influenza anche il buon funzionamento della sfera nervosa e l'equilibrio psicoemotivo. Diverse ricerche, tra cui una metanalisi pubblicata sul British Journal of Psychiatry, hanno attestato che concentrazioni di vitamina D inferiori alla norma sono correlate a un più alto rischio di depressione. Inadeguati livelli di vitamina D possono inoltre slatentizzare o peggiorare ansia, irritabilità e nervosismo, anche associati a disturbi quali la sindrome premestruale.


Tendenza all'ipertensione

Deficit di vitamina D sono tra i fattori di innesco dell'eccesso di vasocostrizione che può innalzare la pressione sanguigna. Si è visto parallelamente che reintegrare le riserve di questo nutriente in individui ipertesi aiuta a normalizzare la pressione arteriosa.

Come colmare la carenza di vitamina D


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Gli integratori di vitamina D
sono efficaci ed economici.
In linea generale per prevenire carenze è consigliabile assumere integratori alimentari che assicurino da 400 a 2.000 UI di vitamina D al giorno, almeno in inverno, quando diminuisce l'esposizione al sole necessaria perché il corpo sintetizzi questa sostanza.

Bassi valori ematici di tale micronutriente sono incrementabili grazie all'assunzione di integratori alimentari di vitamina D in quantità maggiori. In presenza di ipovitaminosi accertata, la posologia della vitamina D può aumentare sulla base delle singole necessità, tenuto conto che fino a 4.000 UI giornaliere si rientra in un margine considerato sicuro.

Per colmare deficit di vitamina D gli integratori alimentari da preferire sono quelli di vitamina D3 (colecalciferolo), meglio assimilata dall'organismo. Formulazioni a base di vitamina D2 (ergocalciferolo) risultano meno efficaci nel normalizzare le concentrazioni di questo micronutriente nel corpo.
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