luca avoledo
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15 maggio 2016

Reflusso gastroesofageo e intolleranze alimentari

Donna che mangia di gusto perché ha sconfitto il reflusso gastroesofageo
Gestire intolleranze alimentari nascoste può mitigare o risolvere i sintomi della malattia da reflusso gastroesofageo, come bruciore e dolore di stomaco e rigurgito acido.

Il reflusso gastroesofageo interessa un italiano su tre e quasi sempre chi ne soffre si vede prescrivere terapie farmacologiche che, sul lungo periodo, possono anche provocare effetti collaterali e sottrarre al corpo vitamine e minerali preziosi.

Per quanto anche l'orientamento della medicina tradizionale sia attento ai comportamenti a tavola che tendono a peggiorare o migliorare le manifestazioni del reflusso, raramente viene preso in considerazione il collegamento tra reflusso esofageo e intolleranze alimentari, che potrebbe però essere più frequente di quanto si pensi.

Il test per le intolleranze alimentari

Fenomeni di ipersensibilità al cibo possono essere del resto sottesi anche ad altre patologie a componente infiammatoria o ipersecretiva dell'apparato digerente, quali gastrite, esofagite (spesso conseguente al reflusso), alcune forme di ulcera.

Il reflusso gastroesofageo e i suoi sintomi


La malattia da reflusso gastroesofageo, anche nota con le sigle MRGE o GERD, è legata alle conseguenze della risalita anomala del contenuto gastrico nell'esofago.

Nel tempo il contatto dei succhi gastrici con la parete esofagea è in grado di causare l'infiammazione della mucosa (esofagite) e di scatenare i disturbi caratteristici della malattia da reflusso gastroesofageo. Si tratta di sintomi quali bruciore alla bocca dello stomaco (pirosi), spesso esteso alla zona retrosternale, dolore gastrico che può interessare anche il torace ed essere molto intenso, acidità, eruttazioni frequenti, così come manifestazioni più sfumate o aspecifiche, quali difficoltà a deglutire, irritazione alla gola, tosse secca.

Le cure tradizionali per il reflusso gastrico


Inibitori di pompa protonica contro il reflusso gastroesofageo
I farmaci più usati nel reflusso sono
gli inibitori di pompa protonica.
Per curare il reflusso gastroesofageo la medicina convenzionale interviene soprattutto prescrivendo inibitori di pompa protonica (IPP): molecole come omeprazolo, lansoprazolo, esomeprazolo, pantoprazolo.

Questi farmaci eliminano i sintomi inibendo la produzione di acido cloridrico nello stomaco. Il problema è che il succo gastrico svolge un'azione necessaria sia ai fini della digestione, sia per la difesa dagli agenti patogeni nel canale digerente, visto che ha effetti battericidi.

Non è un caso se chi è in cura con gli inibitori di pompa protonica è più soggetto a infezioni intestinali. Le ricerche hanno inoltre documentato un maggiore rischio di osteoporosi quale ulteriore effetto avverso importante della terapia antireflusso più diffusa e utilizzata.

Il ruolo delle intolleranze alimentari nel reflusso gastroesofageo


Se è assodato che la MRGE è un disturbo a genesi multifattoriale, è tuttora poco indagato il contributo delle intolleranze alimentari al reflusso gastroesofageo.

Eppure anche la ricerca scientifica si è recentemente pronunciata in senso possibilistico sul nesso tra malattia da reflusso gastroesofageo e intolleranze alimentari, per quanto il tema resti controverso e ancora manchino risposte sul piano dell'approccio ufficiale.

Uno studio italiano apparso su The American Journal of Gastroenterology ha ipotizzato che tra le cause di innesco dei sintomi della MRGE ci siano proprio le ipersensibilità a uno o più cibi.

Infiammazione da cibo come causa di reflusso esofageo


Cibi positivi al test per le intolleranze alimentari
L'infiammazione da cibo
può acuire il reflusso.
Le cosiddette intolleranze alimentari si sviluppano con un meccanismo diverso dalle allergie, ma hanno la capacità di generare nell'organismo uno stato infiammatorio persistente, anche se solitamente di bassa entità.

Questa infiammazione, chiamata appunto "infiammazione da cibo", può riguardare anche lo stomaco e sostenere o peggiorare i sintomi del reflusso gastroesofageo.

In presenza di un'intolleranza alimentare rischiano in generale di slatentizzarsi predisposizioni individuali: se chi è già vulnerabile sotto il profilo gastrointestinale tenderà a presentare reflusso gastroesofageo, gastrite, problemi intestinali (colite o sindrome dell'intestino irritabile, innanzitutto), persone più fragili a livello respiratorio andranno forse incontro a raffreddori frequenti, mentre altri soggetti potranno soffrire con maggior facilità di cistiti recidivanti, mal di testa ricorrenti, dolori muscoloscheletrici, dermatiti o altri disturbi dermatologici.
COME VINCERE LE INTOLLERANZE - GUARDA IL VIDEO
Il dottor Luca Avoledo spiega come si risolvono le ipersensibilità al cibo.

Alla base di questi fenomeni di ipersensibilità alimentare c'è spesso una dieta inconsapevolmente monotona: malgrado si sia magari convinti di organizzare i pasti della giornata con varietà, frumento, latte e derivati, lieviti, cibi contenenti nichel dominano pressoché incontrastati nell'alimentazione dell'italiano medio.

Individuare e risolvere le intolleranze alimentari per liberarsi del reflusso


L'ipersensibilità al cibo coinvolta nello scatenamento o nell'aggravamento del reflusso gastroesofageo può essere scoperta e gestita, così come è possibile consentire all'organismo di riconquistare il controllo attivo sugli alimenti che ha cominciato a percepire come pericolosi e nei confronti dei quali ha innescato risposte infiammatorie responsabili di rigurgito acido, mal di stomaco e altri fastidi.

Esistono a questo scopo test non convenzionali, come il test DRIA, specificamente studiati per identificare le intolleranze alimentari.

Una volta determinati i cibi "critici", la predisposizione di un piano personalizzato di recupero della tolleranza alimentare permette di reintegrarli in quantità via via crescenti, senza eliminare alcun alimento e nel rispetto delle caratteristiche individuali, per tornare a mangiare al più presto liberamente e contenere nel contempo la sintomatologia gastrica.

Il ricorso a fitoterapici come la liquirizia o ad altri rimedi naturali antireflusso costituisce un valido strumento di appoggio al percorso di rieducazione alimentare, che velocizza la lotta a bruciori e acidità e aiuta a consolidare il recupero del benessere dello stomaco.
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