luca avoledo
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20 ottobre 2017

Rimedi per la stanchezza: l'eleuterococco o ginseng siberiano

Pianta con frutti e foglie di eleuterococco o ginseng siberiano
Tra i rimedi per la stanchezza un posto di rilievo spetta all'eleuterococco o ginseng siberiano, un fitoterapico adattogeno che stimola anche le difese immunitarie.

Lavoro, casa, famiglia, sport, amici e altri impegni sociali: i ritmi che la vita spesso ci impone possono facilmente provocare una stanchezza difficile da recuperare e condurci a situazioni di "esaurimento" psicofisico.

L'eleuterococco e i fitoterapici adattogeni


E' in queste circostanze che si rivelano utili i rimedi naturali adattogeni, come il ginseng (Panax ginseng), l'ashwagandha (Withania somnifera), la schisandra (Schisandra chinensis), ma anche la rodiola (Rhodiola rosea) o il fungo terapeutico reishi (Ganoderma lucidum), tutti presidi che aumentano la resistenza dell'organismo ai differenti stress ambientali.

Ai fitoterapici adattogeni appartiene anche l'eleuterococco o ginseng siberiano (Eleutherococcus senticosus), che, a dispetto di ciò che lascia intendere il nome comune, non è imparentato con il vero ginseng, se non molto alla lontana.

Nei momenti di sovraffaticamento fisico e mentale l'eleuterococco rappresenta un valido supporto per rivitalizzare le energie.

L'impiego di questo fitoterapico è adatto anche ai cambi di stagione, per sostenere corpo e mente nello sforzo di adattamento alle nuove situazioni di luce, temperatura e clima.

Quando ricorrere al ginseng siberiano e alle sue proprietà


L'eleuterococco riduce la stanchezza fisica e mentale, compresa quella che può accompagnare l'arrivo dell'ora legale o il ritorno all'ora solare, combatte astenia, fatica e debilitazione, migliora le performance complessive dell'organismo, velocizza il recupero nella convalescenza e negli stati di surmenage psicofisico, permette al corpo di rispondere meglio allo stress e di gestirlo con più efficacia.


Le proprietà dell'eleuterococco sono ulteriormente interessanti, perché questo fitoterapico, oltre a essere un tonico-adattogeno, ha anche attività di rinforzo delle difese immunitarie, per la sua capacità di aumentare il numero di linfociti T, cellule natural killer e anticorpi. Sotto questo profilo, l'eleuterococco costituisce uno dei rimedi naturali complementari a quelli solitamente inseriti nel protocollo naturale di prevenzione di raffreddore, influenza e altre malattie invernali.

Controindicazioni ed effetti collaterali dell'eleuterococco


L'eleuterococco è un fitoterapico di norma ben tollerato, che può essere assunto con tranquillità. Gli effetti indesiderati del ginseng siberiano riguardano in genere l'uso prolungato e i dosaggi elevati e comprendono lieve ipertensione, palpitazioni, agitazione e insonnia (alla quale tuttavia si riesce in genere a porre rimedio evitando somministrazioni serali di eleuterococco).


Per ciò che concerne le controndicazioni all'uso dell'eleuterococco, come per molte altre piante, l'impiego di ginseng siberiano non è consigliabile in gravidanza e durante l'allattamento.


Il dottor Avoledo parla dei più interessanti rimedi naturali per la stanchezza.

Eleuterococco: dosaggi suggeriti


La posologia dell'eleuterococco è in genere di 30-50 gocce 2-3 volte al dì nel caso della tintura madre (estratto idroalcolico) e di una compressa o capsula da 200 milligrammi un paio di volte al giorno, se invece si fa riferimento all'estratto secco.

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Questa seconda formulazione presenta di norma una maggiore concentrazione di principi attivi ed è quindi preferibile nel caso si lamenti stanchezza profonda e prolungata. Suggerisco di optare per capsule o compresse di estratto di eleuterococco preferibilmente titolato in eleuterosidi al 3% e polisaccaridi.

Di particolare utilità possono risultare le preparazioni erboristiche in cui l'eleuterococco è abbinato ad altri rimedi naturali adattogeni o tonici: la sinergia dei diversi composti consente in genere di ottenere risultati ancora più significativi.

La durata del trattamento con eleuterococco non dovrebbe essere superiore ai 3 mesi.


Articolo di
biologo nutrizionista, dottore magistrale in scienze della nutrizione umana, dottore magistrale in scienze naturali, master universitario in naturopatia.


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