Cure naturali per le allergie ai pollini

Donna allergica ai pollini che annusa fiori
In primavera, naso che cola, prurito in gola, occhi rossi, respiro corto diventano la regola per tante persone. Ci sono cure naturali per le allergie ai pollini che aiutano a liberarsi dei sintomi.

Per chi soffre di allergie ai pollini, apprezzare la dolcezza della primavera può diventare un'autentica sfida. Aumentano infatti in questo periodo dell'anno le concentrazioni dei granuli pollinici liberati da diverse specie vegetali, prime fra tutte le graminacee, verso i quali molti soggetti sono sensibilizzati.

Quando raffiche di starnuti, occhi gonfi, prurito, difficoltà a respirare e in alcuni casi persino tosse e spossatezza scandiscono la giornata, i pur indubbi lati positivi della bella stagione passano nettamente in secondo piano.


Allergie ai pollini: l'approccio naturale


Difendersi da congiuntivite, rinite e altri fastidiosi sintomi che caratterizzano le pollinosi è però possibile, spesso senza che sia obbligatorio ricorrere ai farmaci antistaminici o comunque avendone meno necessità. E anche coloro che non siano riusciti a seguire le indicazioni dell'articolo dedicato alla prevenzione delle allergie primaverili hanno a disposizione un ampio ventaglio di cure naturali efficaci per limitare i danni in fase allergica acuta.

L'azione principale delle soluzioni dolci contro le allergie è quella di riequilibrare la produzione di anticorpi (come le immunoglobuline E o IgE) e molecole (quali i leucotrieni e l'istamina) coinvolti nella risposta infiammatoria eccessiva dell'organismo, che percepisce come nocive alcune sostanze - gli allergeni - di per sé innocue.

I fitoterapici per le allergie

1. Ribes nero (Ribes nigrum)

Tra le piante di prima scelta per la loro azione antiflogistica e antiallergica c'è il ribes nero, di cui si usano sia il macerato glicerico (anche chiamato gemmoderivato), sia l'olio ricavato dai semi. Nell'articolo monografico su Ribes nigrum ho riportato indicazioni precise su queste formulazioni, sulle modalità d'uso e sui dosaggi da impiegare nel trattamento dell'allergia ai pollini.

2. Perilla (Perilla frutescens)

Un altro presidio naturale che produce buoni risultati nelle allergie è la perilla o basilico cinese (Perilla frutescens), che può essere utilizzata sia da sola che in abbinamento al ribes nero.


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Dai semi di questa pianta originaria dell'Asia orientale si ricava un olio ricco di omega 3 antinfiammatori e di polifenoli che tendono a inibire la produzione delle già citate immunoglobuline E, tra le principali responsabili dei sintomi allergici. Nei momenti di maggiore reattività, si può ricorrere a 4 perle da 500 milligrammi di olio di perilla, distribuite nell'arco della giornata.

3. Boswellia (Boswellia serrata)

Anche la boswellia o incenso (Boswellia serrata) è un valido aiuto, persino per gli allergici con manifestazioni a carico delle vie respiratorie particolarmente significative.

I principi attivi della boswellia contrastano infatti l'attività di un enzima, la 5-lipossigenasi, che partecipa alla sintesi dei leucotrieni. Queste molecole proinfiammatorie sono implicate nelle manifestazioni allergiche soprattutto perché agiscono sulla muscolatura bronchiale, provocando broncocostrizione e quindi il classico respiro corto o "fame d'aria".

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Per quanto riguarda le modalità d'uso della boswellia, ne consiglio le capsule contenenti 300-400 milligrammi di estratto secco titolato in acidi boswellici, di cui di solito se ne prende una un paio di volte al giorno.

4. Adatoda (Adhatoda vasica)

A ribes nero, perilla e boswellia può essere proficuamente associata l'adatoda (Justicia adhatoda, più nota con il vecchio nome botanico di Adhatoda vasica), una pianta ayurvedica che, come la boswellia, è in special modo idonea per chi ha sintomi asmatiformi, in quanto i suoi principi attivi svolgono attività broncodilatatrice e sedativa della tosse.

La posologia dell'adatoda di norma suggerita è di 2 capsule da 300-500 milligrammi di estratto secco standardizzato e titolato in alcaloidi, due volte al giorno.


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Altre cure non farmacologiche della pollinosi

1. Quercetina

Un effetto spiccato sulla produzione di istamina si ottiene grazie ad alcuni rimedi naturali che si comportano in modo analogo agli antistaminici di sintesi, di cui però non condividono i possibili effetti collaterali, come sonnolenza e minore lucidità.




Una delle soluzioni verdi più efficaci in tal senso è la quercetina, flavonoide abbondante in cibi quali cipolle, mele, uva, frutti di bosco e disponibile anche sotto forma di integratore alimentare. E' preferibile scegliere capsule che ne contengano 500 milligrammi e assumerne 2-3 al giorno quando i disturbi sono più intensi, riducendo poi la posologia a 1 capsula al dì una volta che i sintomi allergici siano meglio controllati.

2. Vitamina C

Gli effetti della quercetina sono potenziati se si utilizza contemporaneamente vitamina C, altro antistaminico naturale.




Il dosaggio giornaliero di una tavoletta da 500 milligrammi di vitamina C, consigliato in genere in prevenzione, può essere serenamente aumentato in fase acuta.

3. Manganese oligoelemento

In sinergia a tutti questi rimedi naturali è possibile impiegare l'oligoelemento manganese, tra i presidi più delicati in assoluto per ridurre le manifestazioni di iperreattività secondo i dettami dell'oligoterapia. Nel pieno dell'allergia se ne assume anche un fialoide ogni giorno, seguendo le semplici indicazioni su come prendere gli oligoelementi.

I cibi da evitare nelle allergie ai pollini

1. Allergia ai pollini e intolleranze alimentari

Molti esperti di medicina naturale e di nutrizione funzionale affermano che dietro un'allergia - che sia ai pollini o ad altri allergeni - si nasconda con grande frequenza un'intolleranza alimentare, una sensibilità a determinati cibi che contribuisce a sollecitare ulteriormente il sistema immunitario, incrementando fenomeni infiammatori cronici che, seppur di lieve entità (la cosiddetta low-grade inflammation), sono capaci di sostenere un'ampia varietà di disturbi, non solo di carattere immunologico.

Il dottor Luca Avoledo, biologo nutrizionista esperto in naturopatia, svela i falsi miti sui cibi ritenuti erroneamente sani a "Il Mio Medico" su TV2000.

Grazie a test specifici, come il DRIA test, è possibile valutare eventuali food sensitivity, il cui corretto trattamento è in grado di offrire risultati spesso estremamente positivi nella modulazione della sintomatologia allergica.

2. La dieta per gli allergici ai pollini

Le indicazioni principali per un'alimentazione adatta a gestire la pollinosi dovrebbero essere di carattere strettamente individuale e provenire dagli esiti di un test per le intolleranze. Esistono tuttavia anche suggerimenti alimentari di base, che completano e rinforzano l'azione dei rimedi naturali contro le allergie sopra descritti.

Anche l'alimentazione influenza potentemente l'intensità dei sintomi allergici, sia in positivo che in negativo.

Mi limito qui a segnalare che in questo periodo sarebbe meglio evitare i cibi ricchi di istamina e quelli in grado di promuoverne il rilascio di questa molecola nel corpo (come cioccolato, formaggi fermentati, frutta in guscio, fragole, ananas e pesce grasso), nonché bere 2-3 tazze al giorno di tè verde (in particolare, alcune varietà, come il benifuki), bevanda che invece contrasta la produzione di istamina grazie al contenuto di epigallocatechingallato, un potente inibitore dell'istidina decarbossilasi, l'enzima che presiede alla sintesi dell'istamina.


Articolo di
Biologo nutrizionista, specialista in Scienza dell'Alimentazione, dottore magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, dottore magistrale in Scienze Naturali, master in Naturopatia.

Fonti e bibliografia scientifica