
In questo articolo analizziamo quali rimedi naturali per la pollinosi hanno basi scientifiche, come impiegarli nella pratica e in quali casi è opportuno integrarli con altre strategie.
📌 In sintesi
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I rimedi naturali possono contribuire a modulare la risposta allergica.
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I più utilizzati includono ribes nero, perilla, quercetina e vitamina C.
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L'efficacia dipende da dosaggio, tempistica e risposta individuale.
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L'alimentazione può influenzare in modo rilevante l'intensità dei sintomi.
Per chi soffre di allergie ai pollini, apprezzare la dolcezza della primavera può diventare un'autentica sfida. Aumentano infatti in questo periodo dell'anno le concentrazioni dei granuli pollinici liberati da diverse specie vegetali, prime fra tutte le graminacee, verso i quali molti soggetti sono sensibilizzati.
Quando raffiche di starnuti, occhi gonfi, prurito, difficoltà a respirare e in alcuni casi persino tosse e spossatezza scandiscono la giornata, i pur indubbi lati positivi della bella stagione passano nettamente in secondo piano.
Indice dei contenuti
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Allergie ai pollini: l'approccio naturale
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I fitoterapici per le allergie
- Ribes nero (Ribes nigrum)
- Perilla (Perilla frutescens)
- Boswellia (Boswellia serrata)
- Adatoda (Adhatoda vasica)
- Altre cure non farmacologiche della pollinosi
- Alimentazione e gestione dell'allergia ai pollini
- Quando rivolgersi al medico
- Domande frequenti (FAQ) sull'allergia ai pollini
- Conclusioni
- Fonti e bibliografia scientifica
Allergie ai pollini: l'approccio naturale
Difendersi da congiuntivite, rinite e altri fastidiosi sintomi tipici della pollinosi è possibile anche attraverso un approccio naturale, che in molti casi può contribuire a ridurre la necessità di ricorrere ai farmaci, soprattutto nelle forme lievi o moderate o come supporto nelle fasi più intense. E anche coloro che non fossero riusciti a seguire le indicazioni dell'articolo dedicato alla prevenzione delle allergie primaverili hanno a disposizione un ampio ventaglio di strategie naturali utili per contenere la sintomatologia nella fase acuta.
Nella mia esperienza clinica, i risultati migliori si osservano quando questi interventi vengono inseriti in un contesto più ampio che comprende alimentazione, modulazione dell’infiammazione di basso grado e gestione dell’esposizione agli allergeni.
L'azione principale di questi rimedi naturali è quella di intervenire sui meccanismi che regolano la risposta immunitaria, contribuendo a modulare la produzione di anticorpi - in particolare le immunoglobuline E (IgE) - e di mediatori come istamina e leucotrieni, coinvolti nella risposta infiammatoria eccessiva tipica delle allergie, in cui l'organismo reagisce a sostanze di per sé innocue - gli allergeni - come se fossero nocive.
I fitoterapici per le allergie
1. Ribes nero (Ribes nigrum)
Tra i fitoterapici di prima scelta si colloca il ribes nero, noto per le sue proprietà antinfiammatorie e di supporto nella modulazione della risposta allergica. Viene utilizzato sia sotto forma di macerato glicerico (gemmoderivato), sia come olio estratto dai semi.Nell'articolo monografico su Ribes nigrum ho riportato indicazioni precise su queste formulazioni, sulle modalità d'uso e sui dosaggi da impiegare nel trattamento dell'allergia ai pollini.
2. Perilla (Perilla frutescens)
La perilla o basilico cinese rappresenta un altro presidio di interesse, utilizzabile da sola o in associazione al ribes nero.
Integratore a base di ribes nigrum, perilla, boswellia, adhatoda e reishi, per la regolare funzionalità delle prime vie respiratorie
NutrivaDai semi di questa pianta originaria dell'Asia orientale si ricava un olio ricco di omega-3 e polifenoli, composti che possono contribuire a modulare la risposta immunitaria e la produzione di immunoglobuline E. Nei momenti di maggiore intensità dei sintomi, si può ricorrere a 4 perle da 500 milligrammi di olio di perilla, distribuite nell'arco della giornata.
3. Boswellia (Boswellia serrata)
Anche la boswellia o incenso (Boswellia serrata) è un valido aiuto, persino per gli allergici con manifestazioni a carico delle vie respiratorie particolarmente significative.I suoi principi attivi possono contribuire a ridurre l'attività della 5-lipossigenasi, enzima coinvolto nella sintesi dei leucotrieni. Queste molecole proinfiammatorie sono implicate nelle manifestazioni allergiche soprattutto perché agiscono sulla muscolatura bronchiale, provocando broncocostrizione e quindi sintomi come il classico respiro corto o "fame d'aria".
Per quanto riguarda le modalità d'uso della boswellia, ne consiglio le capsule contenenti 300-400 milligrammi di estratto secco titolato in acidi boswellici, di cui di solito se ne prende una un paio di volte al giorno.
4. Adatoda (Adhatoda vasica)
A ribes nero, perilla e boswellia può essere proficuamente associata l'adatoda (Justicia adhatoda, più nota con il vecchio nome botanico di Adhatoda vasica), una pianta di tradizione ayurvedica che, come la boswellia, è in special modo idonea per chi ha sintomi asmatiformi, in quanto i suoi principi attivi presentano attività broncodilatatrice e possono contribuire alla sedazione della tosse.![]() | Macphail Theresa Conoscere Prevenire Curare Allergie E Intolleranze In Un Mondo Che Cambia E Che Fa Cambiare Il Nostro Corpo
Longanesi |
La posologia dell'adatoda di norma suggerita è di 2 capsule da 300-500 milligrammi di estratto secco standardizzato e titolato in alcaloidi, due volte al giorno.
Altre cure non farmacologiche della pollinosi
1. Quercetina
Un effetto significativo sulla modulazione della risposta istaminica può essere ottenuto grazie ad alcuni composti naturali con attività antistaminica, che in genere risultano ben tollerati e privi degli effetti collaterali più comuni dei farmaci di sintesi, come sonnolenza e riduzione della lucidità.Tra questi, uno dei più studiati e utilizzati è la quercetina, flavonoide abbondante in alimenti quali cipolle, mele, uva e frutti di bosco, disponibile anche sotto forma di integratore. In ambito pratico, si utilizzano comunemente capsule che ne contengano 500 milligrammi, da assumere 2-3 volte al giorno nelle fasi di maggiore intensità dei disturbi, riducendo successivamente il dosaggio a 1 capsula al giorno una volta ottenuto un adeguato controllo dei sintomi.
2. Vitamina C
Gli effetti della quercetina risultano ulteriormente valorizzati dall’associazione con vitamina C, nutriente che esercita un’azione di supporto nella modulazione della risposta istaminica e dello stress ossidativo che accompagna i processi allergici.Il dosaggio giornaliero di una tavoletta da 500 milligrammi di vitamina C, comunemente utilizzato in prevenzione, può essere incrementato nelle fasi acute in funzione dell’intensità dei sintomi e della tollerabilità individuale.
3. Manganese oligoelemento
In associazione agli altri rimedi può essere impiegato anche l'oligoelemento manganese, utilizzato nell'ambito dell’oligoterapia secondo l'impostazione di Ménétrier, in particolare nei quadri caratterizzati da iperreattività. Si tratta di un approccio non convenzionale, privo di solide conferme in letteratura scientifica, ma spesso utilizzato nella pratica naturopatica come supporto complementare, soprattutto nei soggetti con terreno allergico.Nel pieno della fase allergica, si ricorre in genere a un fialoide al giorno, secondo le modalità di assunzione tipiche degli oligoelementi.
Alimentazione e gestione dell’allergia ai pollini
1. Allergia ai pollini e intolleranze alimentari
Nel contesto della medicina naturale e della nutrizione funzionale, viene spesso considerata la possibilità che le allergie respiratorie possano essere associate a sensibilità e intolleranze alimentari, in grado di contribuire al mantenimento di uno stato infiammatorio di basso grado (la cosiddetta low-grade inflammation).Nella pratica clinica, non è raro osservare come la gestione mirata di reattività alimentari possa tradursi in un miglioramento della sintomatologia allergica, verosimilmente attraverso una riduzione del carico infiammatorio complessivo.
VIDEO - Il dottor Luca Avoledo, biologo nutrizionista specialista in Scienza dell'Alimentazione ed esperto in naturopatia, svela i falsi miti sui cibi ritenuti erroneamente sani a "Il Mio Medico" su TV2000.
In quest'ottica, l'impiego di test specifici per la valutazione delle sensibilità alimentari - come il DRIA test - può rappresentare uno strumento utile per orientare l'intervento nutrizionale, purché inserito in un inquadramento clinico complessivo e interpretato da un professionista qualificato.
In ambito pratico, una valutazione delle sensibilità alimentari può essere particolarmente indicata nei soggetti con sintomi allergici persistenti o poco responsivi agli approcci convenzionali, soprattutto in presenza di disturbi gastrointestinali o segni di infiammazione cronica di basso grado.
L'eventuale intervento dietetico dovrebbe essere mirato e temporaneo, con successive reintroduzioni guidate, al fine di evitare restrizioni inutili e mantenere un’alimentazione equilibrata.
2. La dieta per gli allergici ai pollini
Le indicazioni alimentari dovrebbero idealmente essere personalizzate sulla base della risposta individuale e, quando indicato, supportate da una valutazione delle eventuali ipersensibilità alimentari. Esistono tuttavia alcuni principi generali che possono contribuire a ridurre l'intensità della sintomatologia allergica e che completano e rinforzano l'azione dei rimedi naturali.
L'alimentazione può influenzare in modo significativo l'andamento dei sintomi - in positivo e in negativo -, agendo sia sui livelli di infiammazione di fondo, sia sulla regolazione dei mediatori coinvolti nella risposta allergica.
In particolare, durante la stagione pollinica può risultare utile ridurre temporaneamente l'assunzione di alimenti ricchi di istamina (come formaggi stagionati, salumi e alcuni prodotti fermentati) e di quelli che possono favorirne il rilascio endogeno, tra cui cioccolato, fragole, ananas e pesce grasso.
Parallelamente, può essere vantaggioso incrementare il consumo di alimenti e bevande ricchi di composti bioattivi ad azione antiossidante. Tra questi, il tè verde – in particolare alcune varietà come il benifuki – è oggetto di interesse per la presenza di epigallocatechina gallato (EGCG), molecola che può interferire con l'attività dell'istidina decarbossilasi, enzima coinvolto nella sintesi dell'istamina.
Quando rivolgersi al medico
I rimedi naturali possono essere utili nei casi lievi o moderati, ma è importante consultare un medico quando:
- I sintomi sono intensi o persistenti
- È presente asma o difficoltà respiratoria
- I rimedi naturali non danno beneficio.
Domande frequenti (FAQ) sull'allergia ai pollini
I rimedi naturali funzionano davvero?
Possono aiutare a ridurre i sintomi in molti casi, ma l'efficacia è variabile e dipende dal singolo individuo.Posso sostituire gli antistaminici?
Nei casi lievi e moderati in genere sì, ma nelle forme più intense è spesso utile un approccio integrato.Quanto tempo serve per vedere risultati?
Alcuni rimedi iniziano ad agire in pochi giorni, altri richiedono alcune settimane.Conclusioni
La gestione dell'allergia ai pollini richiede un approccio integrato, in cui i rimedi naturali possono rappresentare un valido supporto nella modulazione della risposta immunitaria e infiammatoria, soprattutto nei quadri lievi o come complemento alle terapie convenzionali.
L'efficacia di questi interventi dipende tuttavia da molteplici fattori, tra cui la variabilità individuale, il carico infiammatorio di base e la presenza di eventuali fattori concomitanti, come sensibilità alimentari o disbiosi.
Un inquadramento personalizzato consente di selezionare in modo mirato gli strumenti più appropriati, evitando sia approcci eccessivamente generici sia restrizioni non necessarie, con l'obiettivo di ottenere un controllo stabile e sostenibile della sintomatologia allergica.
Articolo di
Biologo nutrizionista, specialista in Scienza dell'Alimentazione, dottore magistrale in Scienze della Nutrizione Umana, dottore magistrale in Scienze Naturali, master in Naturopatia.
Fonti e bibliografia scientifica
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- Eriksson NE, Formgren H & Svenonius E, "Food hypersensitivity in patients with pollen allergy", Allergy, 1982 Aug;37(6):437-43.
- Gupta I et al, "Effects of Boswellia serrata gum resin in patients with bronchial asthma: results of a double-blind, placebo-controlled, 6-week clinical study", Eur J Med Res, 1998 Nov 17;3(11):511-4.
- Hossain MT & Hoq MO, "Therapeutic use of Adhatoda vasica", Asian J Med Biol Res, 2016;2(2), 156-163.
- Masuda S et al, "'Benifuuki' green tea containing o-methylated catechin reduces symptoms of Japanese cedar pollinosis: a randomized, double-blind, placebo-controlled trial", Allergol Int, 2014;63(2):211–217.
- Minihane AM et al, "Low-grade inflammation, diet composition and health: current research evidence and its translation", Br J Nutr, 2015 Oct 14;114(7):999-1012.
- Mlcek J et al, "Quercetin and its anti-allergic immune response", Molecules, 2016 May 12;21(5).
Disclaimer
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e divulgative e non sostituiscono in alcun modo il parere, la diagnosi o il trattamento medico.
I contenuti relativi ad alimentazione, integratori, rimedi naturali e stile di vita devono essere considerati indicazioni generali, da adattare al singolo individuo.
Prima di apportare cambiamenti significativi alle proprie abitudini o di assumere integratori, soprattutto in presenza di condizioni mediche o terapie in corso, è consigliabile consultare un professionista sanitario qualificato.
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