luca avoledo
GLI ULTIMI ARTICOLI

3 febbraio 2018

Il caffè fa male o bene? Gli effetti sulla salute che dovete conoscere

E' bevanda nota e apprezzata, ma circolano notizie contrastanti a proposito dei suoi effetti sulla salute. Il caffè fa male o bene? Quando può aiutare e quando invece è meglio evitarlo?
Tazzina di caffè espresso

Tanti italiani considerano irrinunciabile il rito del caffè, anche se non hanno ben chiaro il rapporto tra il consumo di questa bevanda e le conseguenze per la salute.

I risvolti più controversi riguardano in particolare le eventuali ripercussioni sul benessere cardiaco e vascolare, ma anche altri aspetti, come il ruolo del caffè sul funzionamento della sfera nervosa e sulla salute metabolica, meritano un approfondimento.

Sciogliamo i dubbi e rispondiamo alla domanda se il caffè faccia male o bene alla salute grazie al supporto delle evidenze scientifiche.

5 cose da sapere sul nesso tra caffè e salute


Ci sono almeno tre buoni motivi che incoraggiano a introdurre (o mantenere) il caffè tra le proprie abitudini quotidiane. Due sono invece le condizioni di salute che giustificano qualche cautela.


1. Il caffè aiuta a difendersi dall'ictus

Il caffè contribuisce a proteggere dall'ictus. Se è vero che la caffeina, sostanza eccitante presente in questa bevanda, causa nel breve periodo un aumento della pressione sanguigna e un'accelerazione del battito cardiaco, alcune ricerche dimostrano che bere quattro tazzine di caffè al giorno porta, a lungo termine, ad abbassare il rischio di ictus.

Al di là degli effetti immediati del caffè sui valori della pressione arteriosa, poi, è stato dimostrato che il consumo moderato di questa bevanda (tre tazzine al giorno) non comporta un più alto rischio di ipertensione nella popolazione sana.


Persino più ampie le conclusioni di una metanalisi su consumo di caffè e rischio cardiovascolare: analizzando studi precedenti, la ricerca ha documentato che bere tra i tre e i cinque caffè al giorno ha effetti benefici generali sulla salute di cuore e arterie. Il merito di quest'azione cardioprotettiva e vasoprotettiva è probabilmente da attribuire ai composti fenolici antiossidanti presenti nel caffè.


2. Il caffè concorre a prevenire il diabete

Un'ampia ricerca sul rapporto tra caffè, caffeina e diabete ha dimostrato che assumere due-tre caffè al giorno riduce il rischio di sviluppare la malattia, che si consumi caffè normale o decaffeinato. Una buona notizia per chi si orienta verso quest'ultimo per minimizzare gli effetti eccitanti del caffè e quindi evitare o non acuire disturbi quali ansia e palpitazioni.

Va da sé che aggiungere alla tazzina di caffè dello zucchero, fosse anche di canna, produce un picco glicemico che porta proprio nella direzione opposta rispetto alla lotta al diabete. E' preferibile ricorrere a sostituti dello zucchero meno nocivi, come la stevia, o, ancora meglio, abituarsi poco alla volta a non dolcificare affatto.


3. Il caffè è un alleato di chi vuole dimagrire

Soprattutto per merito del suo contenuto di caffeina, il caffè è una bevanda che aumenta la termogenesi, ovvero facilita il processo attraverso il quale l'organismo brucia energia sotto forma di calore.

Concedersi qualche tazzina di caffè ogni giorno può contribuire ad attivare il metabolismo e sostenere il dimagrimento.

L'azione diuretica del caffè fa di questa bevanda un potenziale supporto per chi soffre di gonfiori e ritenzione idrica, mentre l'effetto anoressizzante (ovvero di riduzione dell'appetito) potrebbe essere utilizzato anche per contenere gli attacchi di fame nervosa.

Il caffè normale, e ancor di più il caffè verde, è quindi un alimento benefico per chi ha bisogno di smaltire eventuali chili in eccesso, tenendo sempre presente che le strategie imprescindibili per raggiungere e conservare il giusto peso sono una dieta correttamente impostata (che contempli una sana colazione, includa proteine nobili e almeno cinque porzioni giornaliere di frutta e verdura) e l'attività fisica, anche moderata ma quotidiana.

Caffè verde + Tè verde


4. Il caffè può aumentare il colesterolo

Il caffè contiene sostanze (caveolo e cafestolo) che tendono ad alterare il profilo lipidico, innalzando i valori del colesterolo totale e del colesterolo "cattivo" LDL.

L'azione del caffè sui livelli di grassi nel sangue è maggiore nel caso del caffè preparato con la moka o di quello pressato diffuso soprattutto all'estero, perché queste preparazioni prevedono un contatto più prolungato tra i granuli di caffè e l'acqua calda. E' leggermente inferiore per il caffè espresso e ancora minore per il caffè filtrato di tradizione americana, dove l'acqua attraversa più velocemente la miscela e la presenza di un filtro, in genere di carta, trattiene molti dei composti racchiusi nel caffè.

Tuttavia l'aumento del colesterolo, che sembrerebbe contraddire gli effetti protettivi sul cuore e sui vasi sanguigni sopra citati, secondo alcuni studi è controbilanciato dalle proprietà antiaterogeniche del caffè, ossia dalla sua capacità di contrastare la formazione di placche di grasso e depositi fibrosi nelle arterie, grazie a una migliore attività del colesterolo "buono" HDL.


5. Il caffè può ostacolare il concepimento

Chi sta progettando una gravidanza, per aumentare le possibilità di rimanere incinta farebbe meglio a ridurre il caffè: la caffeina attenua le contrazioni delle tube di Falloppio grazie alle quali l'ovulo fecondato migra verso l'utero per attecchirvi e svilupparsi in embrione.

A chi cerca un bimbo consiglio quindi di preferire i surrogati del caffè (come il "caffè" d'orzo e quello di cicoria) e di non mancare di dare un'occhiata ai consigli alimentari descritti nella dieta per favorire una gravidanza.

Consumo di caffè ed effetti sulla salute: conclusioni


A parte qualche eccezione, non c'è ragione per privarsi del proprio caffè preferito, che sia l'espresso del bar, il buon vecchio caffè della moka o il caffè americano, perfetto per accompagnare il brunch. Il caffè è una bevanda che, assunta con buon senso, non solo non è pericolosa, ma possiede pregi, in virtù soprattutto dei suoi composti antiossidanti.

Chi ha problemi di insonnia dovrebbe però a consumare il caffè nella prima parte della giornata (il caffè infatti ha anche proprietà neurotoniche, che sono un sostegno per memoria e concentrazione) e comunque entro le ore 16.00: sembra che questa bevanda possa peggiorare qualità e quantità del riposo anche se la si beve ben sei ore prima di coricarsi.
PER APPROFONDIRE L'ARGOMENTO
Tisana anti-ansia invece del caffè
Non solo caffè: i benefici del tè
PER SAPERNE ANCORA DI PIÙ
Le Virtù del Caffè Franck Senninger
Punto d'Incontro
I PRODOTTI E I RIMEDI NATURALI UTILI
Caffè 100% Arabica
per Moka
Probios Alimenti
Caffè Decaffeinato Biologico
Caffè decaffeinato 100% Arabica
Salomoni Caffè
Bevanda ai Cereali per Moka
0% caffeina con cicoria, orzo, malto d'orzo, grano segale e farro
Salomoni Caffè

RICEVI GIÀ LA NEWSLETTER SETTIMANALE
GRATUITA DEL DR. AVOLEDO?
La newsletter di Luca Avoledo
I VOSTRI COMMENTI