luca avoledo
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21 giugno 2015

I 10 peggiori veleni che minacciano la tua salute

10 sostanze dannose per la salute
Si nascondono nell'ambiente, in prodotti di uso comune e persino nel cibo: sono i 10 peggiori veleni che minacciano ogni giorno la salute. Vi spiego quali sono e come ci si può difendere.

Un approccio moderno alla salute, che sottolinea le responsabilità individuali, enfatizza l'importanza dello stile di vita e incoraggia a fare quotidianamente tutto quello che serve per star bene, non può non tener conto delle mosse difensive da compiere contro i tanti composti tossici con i quali si entra in contatto, spesso in modo inconsapevole e involontario.

Oggi l'uomo è costantemente circondato da veleni che possono causare malattie anche gravi. Ci si salvaguarda eliminandoli del tutto quando possibile, riducendo il loro impatto negli altri casi.

I peggiori veleni che circondano l'uomo
In genere non siamo consapevoli di quanti veleni minacciano ogni giorno la nostra salute.

Ecco quali sono e dove si trovano 10 tra le sostanze più nocive per la salute, che in modo insidioso e talvolta insospettabile aumentano il rischio di cancro, predispongono a malattie cardiovascolari e metaboliche e danneggiano la salute riproduttiva.

1. Formaldeide

Tavolo e sedie in legno che sprigionano formaldeide
Colle e vernici nei mobili di casa
possono contenere formaldeide.

Ci si preoccupa giustamente della qualità dell'aria, spesso però senza prestare molta attenzione ai pericoli dovuti agli inquinanti che circolano negli spazi chiusi. Tra le mura di casa e nei luoghi di lavoro la formaldeide è uno dei composti tossici più diffusi. Utilizzata per produrre colle, resine, vernici, detergenti, solventi e finiture per tessuti, questa sostanza volatile non solo irrita occhi, pelle, vie respiratorie, ma rientra anche tra gli agenti cancerogeni riconosciuti dall'Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro (IARC).

Per abbassarne i livelli gli ambienti vanno arieggiati frequentemente. Un'ulteriore misura di protezione contro la formaldeide è rappresentata dalla collocazione negli interni di specifiche piante ornamentali in grado di neutralizzare molti degli inquinanti indoor.

2. Radon


Attraverso il suolo il gas radon penetra nelle abitazioni e costituisce una delle principali fonti di inquinamento radioattivo degli spazi confinati. In sé il radon non è nocivo, ma i prodotti del suo decadimento (il processo attraverso il quale questo gas si trasforma ed emette radiazioni) si legano alle particelle del pulviscolo atmosferico e, una volta inalati, si depositano nelle vie respiratorie. Qui possono danneggiare il DNA delle cellule e provocare il cancro al polmone, se l'esposizione al radon è protratta nel tempo. Il rischio maggiore riguarda le regioni con determinate caratteristiche geologiche (tra cui innanzitutto alcune zone di Lombardia e Lazio), gli ambienti a pianterreno o confinanti con scantinati e le costruzioni realizzate con materiali vulcanici come il tufo, specie se usurati dal tempo e quindi particolarmente porosi e permeabili al gas.

Areare casa più volte al giorno e migliorare la ventilazione di vespai e cantine sono le strategie più immediate e meno costose anche per difendersi dal radon. Interventi di bonifica più radicali prevedono di isolare gli edifici dal sottosuolo, sigillare crepe e fessure, costruire sistemi di aspirazione per convogliare il gas all'esterno.

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3. Pesticidi


L'agricoltura tradizionale utilizza un'ampia gamma di prodotti fitosanitari (pesticidi ed erbicidi) e fertilizzanti, per proteggere le coltivazioni da insetti, parassiti, malattie e piante infestanti e stimolare artificialmente la crescita delle colture. E' provato che l'esposizione ai fitofarmaci aumenta il rischio di cancro, malattie endocrine (in primo luogo della tiroide e dell'apparato riproduttivo) e soprattutto patologie neurodegenerative, come il morbo di Parkinson e la malattia di Alzheimer.

Sbucciare la frutta non è una valida strategia difensiva. La vera soluzione per evitare di ingerire con il cibo residui di queste sostanze chimiche pericolose è rappresentata dalla scelta di consumare alimenti biologici, che sono anche più ricchi di nutrienti dei vegetali coltivati con metodi convenzionali.

4. Metalli pesanti

Uomo che fuma una sigaretta che contiene cadmio
Il fumo è una delle più importanti
fonti di esposizione al cadmio.

Cadmio, mercurio, piombo sono metalli tossici con cui veniamo in contatto frequentemente. Il cadmio è cancerogeno, danneggia i reni e aumenta il rischio di ipertensione. E' presente nel fumo di sigaretta, ma anche nei pigmenti utilizzati per colorare le materie plastiche e nei fertilizzanti chimici, da cui si trasferisce al suolo e alle piante coltivate.

Piombo e mercurio minacciano soprattutto il sistema nervoso e i bambini sono i soggetti più a rischio. Una delle principali fonti di contaminazione da piombo è l'acqua che scorre nelle tubature costruite con questo materiale, ma anche pile, pareti scrostate e vecchi oggetti dipinti possono rilasciare piombo (fino agli anni '70 le vernici contenevano quantità relativamente elevate di questo elemento).

Il mercurio, immesso nell'atmosfera da sorgenti naturali, come i vulcani, e da vari processi di lavorazione industriale, tramite le piogge si riversa nei fiumi e nel mare, entrando nelle catene alimentari e raggiungendo alte concentrazioni nei predatori ai vertici delle stesse, come pesce spada, squali e tonni di grandi dimensioni.

Smettere di fumare elimina una delle forme più dirette e volontarie di contaminazione da cadmio e piombo. Smaltire correttamente apparecchi a batterie, scegliere cibi biologici e privilegiare il consumo di specie ittiche di piccole dimensioni, quali sardine e alici, che vantano comunque un ottimo contenuto di grassi omega 3, sono altre modalità per proteggersi da questi metalli pesanti.

5. Farmaci


A volte i medicinali sono indispensabili, ma tante prescrizioni sembrano decisamente disinvolte. E' spesso il caso degli antibiotici, impiegati anche per curare banali mal di gola, dei sonniferi e degli ansiolitici, di cui si rischia spesso di abusare, dei medicinali antireflusso (gli inibitori di pompa protonica), suggeriti ai primi segni di acidità di stomaco. Si sottovaluta troppo frequentemente che tutti i farmaci, oltre ai benefici terapeutici, presentano anche effetti collaterali, talora significativi, e che alcuni di loro (tra cui i citati medicinali anti-reflusso e diversi antipertensivi) in più interferiscono con l'assorbimento di vitamine e minerali.

Per queste ragioni andrebbero assunti solo i farmaci davvero necessari ed esclusivamente per il tempo indicato. L'adozione di un'alimentazione come quella che promuovo abitualmente, l'impiego razionale di specifici rimedi naturali e la pratica regolare di un'attività fisica sono risorse potenti per prevenire patologie anche gravi, come diabete, cancro, malattie cardiovascolari, e quindi ritardare o limitare l'utilizzo di tanti farmaci.


6. Ftalati e bisfenolo A


Ftalati e bisfenolo A (o BPA) sono sostanze chimiche impiegate nella produzione di alcune materie plastiche. Entrambi si ritrovano in recipienti per uso alimentare come contenitori per confezionare e conservare i cibi, bottiglie, stoviglie di plastica, lattine (il bisfenolo A è nelle resine utilizzate per il rivestimento protettivo interno). Sia ftalati che bisfenolo A sono interferenti endocrini: alterano la comunicazione ormonale nel corpo, predisponendo a disturbi della salute riproduttiva (tra cui pubertà precoce ed endometriosi), tumori e disordini metabolici, come obesità e diabete. In particolare il bisfenolo A ha un'attività similestrogenica che è stata collegata all'aumentato rischio di cancro al seno e alla riduzione della fertilità maschile.

Alcuni comportamenti aiutano a difendersi da ftalati e bisfenolo A: evitare di inserire nel forno a microonde piatti e recipienti in plastica, limitare il consumo di alimenti in lattina e vaschetta e non riutilizzare contenitori monouso (comprese le bottiglie dell'acqua) o visibilmente usurati, più soggetti a rilasciare composti nocivi nei cibi con cui entrano in contatto.

7. Triclosano

Dentifricio contenente triclosano
Nei prodotti per per l'igiene
può essere presente il triclosano.

Diversi gel disinfettanti per le mani e altri articoli per l'igiene personale, quali saponi, deodoranti, dentifrici e salviettine detergenti, contengono un battericida chiamato triclosano o 5-cloro-2-(2,4-diclorofenossi) fenolo. Per le sue proprietà antisettiche questa sostanza viene utilizzata anche per la realizzazione di utensili di uso comune, fibre tessili, superfici plastiche, apparecchi elettromedicali.

Sebbene le sue concentrazioni nei singoli prodotti siano basse, il triclosano tende ad accumularsi nell'organismo, dove agisce anch'esso da perturbatore endocrino e può facilitare l'insorgenza di alcuni tipi di cancro. Si può ridurre l'esposizione a questa sostanza chimica prestando la necessaria attenzione all'etichetta e scegliendo cosmetici e prodotti per la cura personale a base di ingredienti naturali.

8. Alcol


Che i superalcolici siano nocivi è noto, ma su vino e birra circolano pareri di segno diverso. In realtà, l'alcol è tossico in ogni forma. Se il primo organo a risentire dei suoi effetti dannosi è il fegato, il secondo è il cervello: l'assunzione di alcol nell'immediato euforizza, poi favorisce cali dell'umore e disturbi del sonno. Sul lungo periodo l'abuso di alcolici espone al rischio di un precoce declino delle capacità cognitive. Nelle donne l'alcol innalza sensibilmente il rischio di cancro al seno: tre bicchieri di vino al giorno lo aumentano addirittura del 40%.

Persino i decantati benefici dell'alcol sulla salute cardiovascolare sono stati recentemente messi in discussione: si è visto che dopo i 65 anni il suo consumo danneggia la funzionalità del cuore, anche in quantità limitate e soprattutto nel sesso femminile. ll suggerimento è limitare vino, birra, cocktail alcolici, amari e superalcolici alle occasioni particolari.

9. Carne troppo cotta o bruciata


La cottura della carne sul barbecue è nociva
Il barbecue non è certo
la cottura più salutare.
A dispetto di quanto sostengono disinformati detrattori, la carne in sé possiede tanti pregi nutrizionali e il suo consumo intelligente non è nocivo: sul piano salutistico non avrebbe alcun senso eliminare una così preziosa fonte proteica dalla dieta. A far male sono le sostanze che si sviluppano quando la carne viene cotta a temperature molto elevate, soprattutto se troppo a lungo. In questi casi si sprigionano composti mutageni quali ammine eterocicliche e idrocarburi policiclici aromatici, che, agendo sul DNA, possono svolgere un ruolo nello stimolare lo sviluppo di forme tumorali.

Ricorrere raramente alla cottura alla brace e alla frittura riduce la quantità ingerita di composti pericolosi per la salute. Anche scegliere tagli piccoli, che richiedono tempi di cottura inferiori, e marinare la carne prima di cucinarla (ad esempio con una salsa a base di olio extravergine d'oliva e limone) sono gesti che ostacolano la formazione di questi veleni.

10. Grassi trans o idrogenati


Dal dicembre 2014 è entrato in vigore nell'Unione Europea il regolamento 1169/2011 per l'etichettatura dei generi alimentari, che obbliga a esplicitare ancor più chiaramente gli ingredienti, compresi gli oli e i grassi idrogenati (che lo siano totalmente o parzialmente), i cosiddetti grassi trans o transesterificati. Manca ancora tuttavia una regolamentazione chiara sui limiti dell'impiego di questi lipidi nella lavorazione e conservazione dei generi alimentari, quando è accertato che anche piccole quantità di grassi trans sono dannose per la salute cardiovascolare. Queste sostanze innalzano i valori del colesterolo "cattivo" LDL e abbassano quelli del colesterolo "buono" HDL, alterano la sensibilità delle cellule all'insulina e predispongono al diabete.

E' meglio limitare al minimo l'assunzione di grassi idrogenati, che si possono tipicamente ritrovare in patatine e altre fritture da fast food, grissini, cracker, salatini, pizzette e simili, dolciumi (tra cui persino gelati e prodotti di pasticceria), snack confezionati, dadi da brodo. Attenzione anche a friggere con oli vegetali polinsaturi, come quelli di semi di girasole e di mais, per non parlare dell'olio di semi vari, che ad alte temperature si deteriorano facilmente e formano grassi trans. E' di gran lunga preferibile usare anche per cuocere l'olio extravergine d'oliva.
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